Suolo della Luna può essere usato per ottenere ossigeno e idrogeno, la scoperta degli scienziati cinesi

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Le analisi dei campioni di suolo lunare raccolti nel contesto della missione Chang’e 5 e poi riportati sulla Terra a dicembre del 2020 forniscono risultati molto interessanti come rileva un nuovo studio pubblicato sulla rivista Joule ,[1] e come riporta un comunicato di Cell Press.

Suolo lunare contiene dei composti attivi molto interessanti

I ricercatori giungono alla conclusione che il suolo lunare contiene dei composti attivi molto interessanti che possono essere usati per convertire l’anidride carbonica in ossigeno e combustibili. Si tratta di notizie certamente positive per chiunque abbia intenzione di installare una stazione permanente o semipermanente sul nostro satellite naturale.
Le analisi sono state effettuate da un team di ricercatori dell’Università di Nanchino guidato da Yingfang Yao e Zhigang Zou.
I campioni contenevano diverse sostanze ricche di titanio e ferro i quali potrebbero essere usati come catalizzatori per creare prodotti vari tra cui l’anidride carbonica e l’ossigeno usando la luce solare.

“Fotosintesi extraterrestre”

Nello studio i ricercatori espongono una strategia di “fotosintesi extraterrestre”: il sistema concepito dai due ricercatori si basa sull’utilizzo del suolo lunare onde elettrolizzare l’acqua estratta dalla stessa superficie della Luna per ottenere ossigeno e idrogeno. Inoltre gli astronauti o comunque le persone che risiederebbero nella stazione lunare emettono, quando respirano, anidride carbonica e anche questa potrebbe essere raccolta e poi combinata con l’idrogeno ottenuto dall’idrolisi dell’acqua in una reazione chimica denominata idrogenazione.
Alla fine si potrebbero ottenere degli idrocarburi tra cui il metano il quale può essere usato come combustibile.

L’intero sistema sostanzialmente non utilizza dell’energia accumulata

C’è da specificare che l’intero sistema sostanzialmente non utilizza dell’energia accumulata, ad esempio sulla navicella, e dunque trasportata dalla Terra ma solo risorse “in loco” come la luce solare, l’acqua e l’anidride carbonica. Il sistema potrebbe essere testato prossimamente con le future missioni lunari organizzate dall’agenzia spaziale cinese. Per migliorare ancora di più il processo i ricercatori stanno pensando di creare un processo di fusione del suolo lunare onde trasformarlo in un materiale nanostrutturato ad alta entropia. In questo modo si otterrebbe un catalizzatore migliore.

Prossima era spaziale si svilupperà molto velocemente

Prossimamente entreremo in un’era spaziale durante la quale l’industria collegata si svilupperà molto rapidamente, come spiega Yao. Tuttavia il problema principale resterà sempre lo stesso: quello dei carichi utili e dei bisogni energetici, problemi che vanno risolti per forza di cose usando risorse extraterrestri.

Note e approfondimenti

  1. Extraterrestrial photosynthesis by Chang’E-5 lunar soil: Joule (DOI: 10.1016/j.joule.2022.04.011)

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