Superati i 60 anni non si dovrebbe ridurre l’attività fisica secondo studio

Le persone che hanno più di sessant’anni e che fanno più attività fisica o che comunque non diminuiscono con l’avanzare dell’età i livelli di esercizio vedono una riduzione del rischio di malattie cardiache e di ictus secondo un nuovo studio apparso sull’European Heart Journal.
Lo studio, condotto da Kyuwoong Kim, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università Nazionale di Seul, coadiuvato dal professore Sang Min Park, ha visto le analisi dei dati di 1.119.925 uomini e donne con un’età pari o superiore ai 60 anni.

Tutti i soggetti sono stati sottoposti a due controlli avvenuti dal 2009 al 2010 e dal 2011 al 2012 nel contesto del servizio assicurativo sanitario nazionale coreano. I controlli vedevano le risposte a vari questionari relativi soprattutto alla quantità e alla qualità dell’esercizio moderato (camminata, danza, giardinaggio, eccetera) oppure dell’esercizio intenso (corsa, ciclismo, esercizio aerobico, eccetera).
Sugli stessi soggetti sono stati poi raccolti dati relativi alle malattie cardiache e agli ictus dal 2013 al 2016.

Tenendo di conto di vari fattori come quelli socioeconomici, il sesso, l’età e altre patologie o condizioni mediche, i ricercatori sono giunti alla conclusione che quelle persone che erano passate dall’essere continuamente inattive nel corso del primo controllo ad essere moderatamente o vigorosamente attive 3-4 volte a settimana nel corso del secondo controllo venivano una riduzione del rischio di problemi cardiovascolari dell’11%.

Scoprivano inoltre altre cose interessanti: coloro che erano già moderatamente o vigorosamente attivi una o due volte a settimana durante il primo controllo mostravano una riduzione del rischio di 10% se avevano aumentato il loro livello di attività fisica a cinque o più volte alla settimana.
Infine quei soggetti che erano moderatamente o vigorosamente attivi più di cinque volte a settimana durante il primo controllo per risultare poi continuamente inattivi durante il secondo controllo mostravano un rischio aumentato del 27% di problemi cardiovascolari.

Lo studio mostra, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che l’attività fisica risulta fondamentale per l’apparato cardiovascolare e che quando si supera una certa età, in questo caso sessant’anni, non si dovrebbero trovare scuse non giustificate per diminuire o allentare il livello di esercizio o di attività fisica.

Si tratta di un concetto importante perché si prevede che l’invecchiamento della popolazione mondiale andrà solo aumentando nel corso dei prossimi decenni. Le persone con un’età pari o superiore a 60 anni, per esempio, diventeranno 2 miliardi entro il 2050, un bel balzo rispetto ai 900 milioni del 2015 (dati dell’organizzazione mondiale della sanità).

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