Supremazia quantistica ottenuta da Google, arriva la pubblicazione dello studio

Sicomoro, il chip quantistico di Google (Nature, doi: 10.1038/s41586-019-1666-5

Arriva la pubblicazione dello studio, avvenuta oggi su Nature, relativa al raggiungimento della cosiddetta “supremazia quantistica” da parte degli ingegneri di Google dopo le polemiche delle settimane scorse nate dal fatto che parte del documento era trapelata ed era stata pubblicata on-line prima che il documento stesso fosse cancellato.

Secondo quanto spiegato nello studio, un processore quantistico sperimentale costruito da ingegneri di Google avrebbe completato un calcolo molto complesso in pochi minuti, calcolo che un supercomputer tradizionale impiegherebbe migliaia di anni per completare. Questi risultati mostrano, secondo quanto dichiarato nello stesso documento, che “l’accelerazione quantistica è realizzabile in un sistema del mondo reale e non è preclusa da alcuna legge fisica nascosta”.
Il processore quantico di Google, denominato Sicomoro, avrebbe infatti completato un calcolo in tre minuti e 20 secondi. Un supercomputer, anche quello più veloce del mondo, per eseguire lo stesso calcolo, dovrebbe impiegare circa 10.000 anni. Ciò rappresenterebbe, di fatto, il raggiungimento della “supremazia quantistica”.

Nello specifico, come riporta l’abstract dello studio, gli ingegneri Google hanno utilizzato “un processore con qubit superconduttori programmabili per creare stati quantistici su 53 qubit” che “impiega circa 200 secondi per campionare un’istanza di un circuito quantistico un milione di volte”, un compito che “per un supercomputer classico all’avanguardia richiederebbe circa 10.000 anni”.

Subito IBM ha contestato il nuovo documento dichiarando che Google non avrebbe preso in considerazione il più grande e potente supercomputer non quantistico oggi disponibile, denominato Summit, che potrebbe completare lo stesso calcolo in soli 2,5 giorni.
Summit è stato sviluppato dalla IBM e si trova nell’Oak Ridge National Laboratory nel Tennessee. Google non ha ancora commentato quanto affermato da IBM.

Tuttavia secondo John Preskill, uno professore al Caltech che ha coniato la locuzione “supremazia quantistica”, si tratterebbe di una pietra miliare e di un passo fondamentale verso la costruzione di computer quantistici pratici, una nuova fase che avrebbe “un effetto significativo sulla società, effetto che comunque dovrebbe cominciare ad influenzare positivamente la stessa società solo tra qualche decennio. La vera pietra miliare, infatti, secondo lo stesso Preskill, sarà un’applicazione utile sviluppata con un computer quantistico. Al momento, infatti, ci troviamo ancora di fronte a risultati ottenuti in quella che sembra essere più che altro una gara tra esperti ingegneri informatici, qualcosa di ancora molto lontano da un qualsiasi effetto pratico.

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