Tamponi anali per rilevare nuovo coronavirus in Cina

Credito: Ewa Urban, Pixabay, 342446

Tamponi anali per testare il nuovo coronavirus della COVID-19, la malattia pandemica diffusasi in questi mesi in tutto il globo. Se ne parla in un articolo del Guardian che descrive come in Cina abbiano cominciato ad utilizzare queste tipologie di tamponi per testare le persone più ad alto rischio.

Già diversi funzionari hanno infatti prelevato vari tamponi anali dai residenti di vari quartieri di Pechino durante le scorse settimane, cosa rilevata anche dall’emittente CCTV. Nel corso delle ultime settimane, infatti, diverse piccole città sono state e isolate nella Cina settentrionale a causa della diffusione di epidemie localizzate. Proprio per questo c’è stato bisogno di test di massa, maggior parte dei quali comunque condotti in maniera “classica”, ossia raccogliendo il materiale biologico dalla gola e dal naso.

Secondo quanto descrive Li Tongzeng, un medico dell’ospedale Youan di Pechino, il tampone anale può aumentare la percentuale di rilevamento delle persone infettate dal virus in quanto questi ultimi tendono a rimanere per più giorni nell’ano rispetto alla permanenza nel tratto respiratorio.
In ogni caso gli stessi cinesi ammettono che si tratta di una tecnica “non conveniente”, da usare solo in casi di necessità come durante questi giorni.

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