Tassa aggiuntiva su bevande zuccherate funziona davvero a Filadelfia

Un dato abbastanza interessante arriva da uno studio condotto dall’Università della Pennsylvania riguardo al consumo di bevande zuccherate. Come abbiamo più volte sottolineato in tanti vari altri articoli, le bevande zuccherate rappresentano una delle principali cause scatenanti varie patologie umane, patologie che poi a volte possono diventare gravi malattie (non parliamo solo del diabete).

Un nuovo studio ha analizzato in particolare i tassi di vendita delle bevande zuccherate nella città di Filadelfia e ha scoperto che da quando sono state imposte delle specifiche tasse aggiuntive su queste bevande, il consumo di queste ultime è diminuito del 38%.
Un quantitativo di bevande zuccherate non bevute dalla popolazione paragonabile a 83 milioni di lattine di soda.

I risultati della ricerca, pubblicati su JAMA, suggeriscono dunque che il sistema delle tasse, notoriamente un sistema non ben visto e mal digerito dalla popolazione, imposte in via addizionale su merci e sostanze non benefiche per il corpo umano possa in effetti risultare utile.
La tassa aggiuntiva sulle bevande zuccherate, denominata anche sugar tax, è stata adottata a Filadelfia dal 1° gennaio 2017.

Come specifica Christina A. Roberto, professoressa di etica medica e politica sanitaria presso l’università della Pennsylvania, prima autrice dello studio, “La tassazione delle bevande zuccherate è una delle strategie politiche più efficaci per ridurre l’acquisto di queste bevande malsane. È una questione di sanità pubblica e una politica vantaggiosa per tutti. Probabilmente migliorerà la salute a lungo termine dei filadelfiani, mentre genererà entrate per programmi di educazione nella città di Filadelfia”.

E per chi sta pensando ad effetti economici negativi scatenati da ulteriori tasse su uno dei prodotti più acquistati dalla popolazione, c’è uno studio apposito pubblicato su PLOS ONE quest’anno (terzo link più sotto) che certifica che “non vi sono stati cambiamenti statisticamente significativi nelle richieste di disoccupazione a Philadelphia rispetto alle contee limitrofe per i supermercati, produttori di bevande analcoliche, altre industrie potenzialmente interessate o tutti i settori in seguito all’implementazione della tassa sulle bevande”.

Fonti e approfondimenti

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