Taxi autonomi senza conducenti al via in Cina, ora cinesi guardano all’Europa

Denominato RoboTaxi, il servizio lanciato dalla start-up AutoX, impegnata nel settore dei veicoli a guida autonoma, può essere considerato come il primo servizio di taxi autonomi di Shanghai. La AutoX fa la concorrenza diretta con Didi, un’azienda attiva nel campo del trasporto passeggeri con una chiamata tramite app. Anche Didi, infatti, lancerà a breve un servizio di taxi a guida autonoma nella città di Shanghai.

I primi taxi robotici di AutoX senza conducente saranno rispettivamente disponibili 24 ore su 24 e potranno essere utilizzati nel distretto di Jiading ma la stessa azienda prevede di immettere nel contesto cittadino almeno altri 100 veicoli a guida autonoma per una flotta di tutto rispetto.
L’app per prenotare un taxi autonomo è denominata AutoNavi. Tra gli investitori di AutoX c’è anche Alibaba.
Già in altre città cinesi altre aziende hanno messo in piedi un servizio di taxi a guida autonoma mentre altre aziende si stanno specializzando nei vari sottosettori collegati, come quelli relativi alla costruzione di questi veicoli elettrici o allo sviluppo dei software.

Il governo sta sostenendo fortemente il settore rendendo disponibili diversi fondi non solo per le compagnie produttrici di veicoli elettrici a guida autonoma ma anche per quelle i cui servizi sono collegati al nuovo 5G o all’intelligenza artificiale. Si tratta, infatti, di comparti necessariamente collegati: queste auto a guida autonoma dovranno raccogliere tanti dati per poter funzionare efficientemente e dovranno farlo tramite il 5G. Inoltre i loro software saranno basati sempre più sui più moderni algoritmi di intelligenza artificiale ed è palese che l’avanzamento di quest’ultimo settore sarà parallelo a quello dello stesso settore della guida autonoma.
I vertici di AutoX, in ogni caso, hanno fatto intendere che non hanno intenzione di limitarsi solo alla Cina e di voler impiantare, in un futuro non troppo lontano, servizi simili anche in Europa. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, l’azienda ha già richiesto un permesso per effettuare prove con i sui veicoli senza conducente nelle strade della California.

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