Telecamere indossabili per migliorare prevenzione in pazienti con insufficienza cardiaca

Piccole telecamere indossabili per monitorare a fondo e con una completezza senza precedenti i pazienti con insufficienza cardiaca: questa è l’idea che è arrivata gruppo di ricercatori guidati da Susie Cartledge, ricercatrice post-dottorato presso il Deakin University Institute for Physical Activity and Nutrition, Melbourne, Australia.

La ricercatrice, che ha presentato la propria idea al congresso mondiale di cardiologia dell’ESC 2019, è infatti convinta che le immagini catturate minuto per minuto dei pazienti a rischio possono fornire dei dati molto preziosi su vari aspetti chiave relative alla prevenzione, come la dieta, l’attività fisica e risultati che si possono ottenere con i farmaci.

In questo modo si può anche perfezionare l’autogestione e quindi fare sempre meno ricorso ai ricoveri o alle visite ospedaliere.
“Le telecamere forniscono maggiori informazioni agli operatori sanitari per comprendere veramente l’esperienza vissuta dei pazienti con insufficienza cardiaca e le loro sfide uniche”, riferisce la ricercatrice nel comunicato stampa. “Questo è un livello di dettaglio e di contesto che ci aiuterà a personalizzare le loro cure.”

Nello stesso comunicato si fa un esempio giusto per far comprendere l’utilità di questa tecnologia: per alcune patologie cardiologiche bere troppo liquido può rappresentare un pericolo e può portare anche a ricoveri ospedalieri.
Piccole telecamere indossabili, che oggi hanno raggiunto un livello tecnologico in quanto a miniaturizzazione mai visto prima, potrebbero raccogliere quest’informazione e fornirla in maniera tempestiva a chi di dovere nel momento del soccorso.

La tecnologia è già stata testata su 30 persone con insufficienza cardiaca avanzata che hanno tenuta attaccata una piccola telecamera grandangolare al vestito dalla mattina alla sera, all’altezza del torace, che scattava un’immagine fissa ogni 30 secondi. Le piccole telecamere, per esempio, raccoglievano informazioni anche sul livello di attività fisica, in certi casi insufficiente.
Lo studio sarà presentato oggi al congresso cardiologico ed è intitolato “Seeing is believing: the feasibility and acceptability of using wearable cameras to enhance self-management of heart failure”.

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