Telescopio James Webb potrà scoprire vita su altri pianeti? Secondo nuovo studio ci sono buone speranze

Credito: BlenderTimer, Pixabay, ID: 6931997

Il nuovo telescopio spaziale James Webb permetterà un passo in avanti storico nel campo dell’astronomia. Quasi tutti sono concordi che cambierà le modalità con le quali osserviamo il cosmo. Una delle caratteristiche principali che fanno gongolare di più gli scienziati sarà relativa alla possibilità di studiare molto più dettagliatamente gli esopianeti, ossia i pianeti che si trovano pure al nostro sistema solare.

James Webb potrebbe individuare vita vegetale su un esopianeta

Come spiega Universe Today, ci sono speranze relativo al fatto che il James Webb possa permetterci anche di rilevare la vita su altri pianeti. Uno dei metodi che potrebbe permetterci di capire se su un lontano esopianeta, distante anche decine di anni luce, possa esserci vita, ad esempio di tipo vegetale, risiede nell’analisi delle lunghezze d’onda dell’infrarosso. Secondo quanto spiega l’articolo, infatti, la vita vegetale probabilmente attuerebbe la fotosintesi per ricavare l’energia di cui avrebbe bisogno. La clorofilla, un composto che si trova nelle piante e che qui sulla Terra è essenziale proprio per la fotosintesi, è molto ben visibile nell’infrarosso. Una sostanza che avrebbe comunque una funzione simile su un pianeta extrasolare potrebbe essere forse individuata dal telescopio spaziale.

Anche per la vita intelligente ci sono buone speranze

E per quanto riguarda la vita intelligente? Anche in questo caso ci sono buone speranze come rileva un nuovo studio pubblicato su arXiv.[1] Una civiltà intelligente molto probabilmente metterebbe in piedi un esteso sistema industriale e quest’ultimo sua volta produrrebbe particolari sostanze chimiche che andrebbero a collocarsi nell’atmosfera. Alcuni di questi composti, prodotti tramite processi industriali, non possono essere prodotti tramite fenomeni naturali conosciuti. Risulterebbero, quindi, una volta individuati nell’atmosfera di un esopianeta, un grosso indizio della presenza di vita intelligente e avanzata, perlomeno al nostro livello.

James Webb potrebbe individuare clorofluorocarburi nelle atmosfere

Secondo il nuovo studio il telescopio James Webb potrebbe cercare, tra i vari inquinanti atmosferici di origine industriale, i clorofluorocarburi. Si tratta di composti che qui sulla Terra usiamo per diversi prodotti industriali tra cui i refrigeranti e vari prodotti per la pulizia. Sono quei prodotti che, proprio sulla Terra, sono stati la causa del buco nell’ozono che poi ha provocato il divieto dell’utilizzo internazionale di molti di essi fin dalla fine degli anni 80 del secolo scorso.
Si tratta di gas serra che, qualora fossero utilizzati da una civiltà intelligente, risiederebbe nell’atmosfera del relativo pianeta per molto tempo.

Stella troppo brillante rappresenterebbe un problema

Secondo lo studio, però, c’è un problema: se la stella è troppo brillante, cercare composti come questi nell’atmosfera di un pianeta diventa più difficile, forse troppo anche per il James Webb. Questo è uno dei motivi che non permetterebbe, per esempio, ad un telescopio spaziale simile orbitante intorno ad un pianeta del sistema TRAPPIST-1, lontano circa 40 anni luce, di individuare la Terra perché il Sole risulterebbe troppo luminoso. Proprio il sistema TRAPPIST-1, però, vede i pianeti orbitare intorno ad una nana rossa, molto meno brillante della Terra e quindi, per quanto ci riguarda, potremmo individuare gas del genere, se fossero presenti in buona quantità, nell’atmosfera di uno dei pianeti di questo sistema.

James Webb: passo avanti comunque molto importante

Quel che sembra certo è che con il James Webb l’umanità fatto un passo avanti molto importante non solo nella ricerca astronomica in generale ma anche in quella, per molti forse molto più interessante, della vita extraterrestre, in particolare quella intelligente.

Note e approfondimenti

  1. [2202.05858] Detectability of Chlorofluorocarbons in the Atmospheres of Habitable M-dwarf Planets

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