Telescopio James Webb potrebbe non rilevare vapore acqueo in pianeti con atmosfere troppo nuvolose

Uno dei compiti più intriganti che avrà il telescopio spaziale James Webb quando sarà lanciato finalmente nello spazio sarà quello di indagare le atmosfere dei pianeti oltre il sistema solare, qualcosa che al momento non c’è ancora concesso con gli strumenti di cui disponiamo.
Grazie alla sua elevata sensibilità e alla capacità di guardare all’infrarosso, il James Webb, infatti, potrà raccogliere utilissimi dati sulle atmosfere degli esopianeti come mai è stato fatto fino ad ora.

Telescopio James Webb permetterà analisi delle atmosfere

Il James Webb, inoltre, permetterà di esaminare con maggiore dettaglio i pianeti più piccoli e soprattutto i pianeti rocciosi, quelli simili alla Terra, oggi molto difficilmente individuabili con il classico metodo del transito a differenza dei pianeti più grandi, quelli gassosi tipo Giove.
La cosa più importante che potrà fare questo telescopio sarà raccogliere i dati delle atmosfere, importantissimi per comprendere la reale possibilità di esistenza di vita. La presenza di particolari gas, come l’ossigeno, l’anidride carbonica e il metano, infatti, potrebbero essere segni di presenza di vita sulla superficie del pianeta stesso.

Inoltre nella stessa atmosfera potrebbe essere individuato vapore acqueo che indicherebbe la presenza di acqua sulla superficie, altro elemento indiziario importante per la vita.
Tuttavia un recente studio mostra che il vapore acqueo in quelle atmosfere caratterizzate da una copertura nuvolosa più estesa potrebbe non essere intercettabile dal telescopio.

Pianeti orbitanti intorno a nane rosse

“I pianeti in transito in orbita attorno alle stelle nane rosse sono obiettivi più favorevoli rispetto a quelli in orbita attorno alle stelle simili al sole perché il rapporto tra la dimensione del pianeta e la dimensione della stella è maggiore”, dichiara a Universe Today Thaddeus Komacek, ricercatore dell’Università di Chicago che ha compilato lo studio.
Inoltre la zona abitabile intorno ad una nana rossa è più vicino alla stella stessa e ciò significa orbite planetarie più vicine e un maggior numero di volte in cui un pianeta roccioso abitabile transiterà intorno alla stella, cosa che conseguenzialmente porterà ad un maggior numero di osservazioni.

Modelli al computer

Eseguendo particolari modelli al computer di pianeti orbitanti intorno a nane rosse ed esaminando l’eventuale presenza di nuvole nelle atmosfere i ricercatori hanno innanzitutto determinato che il James Webb potrebbe rilevare nella maggior parte dei casi il vapore acqueo nell’atmosfera di un esopianeta.
Tuttavia, osservando le simulazioni, i ricercatori si sono accorti anche che una copertura nuvolosa troppo spessa potrebbe rendere il vapore acqueo non rilevabile: “Poiché il vapore acqueo è per lo più intrappolato al di sotto del livello della nuvola d’acqua, la forte copertura nuvolosa sui pianeti in orbita attorno alle stelle rosse nane rende incredibilmente impegnativo nel rilevare le caratteristiche dell’acqua. È importante sottolineare che si prevede che JWST sarà ancora in grado di limitare la presenza di componenti atmosferici chiave come l’anidride carbonica e il metano in solo una dozzina di transiti”, spiega ancora Komacek.
In sostanza il James Webb non avrebbe problemi, con nuvole o senza nuvole, a scoprire altre tipologie di gas nell’atmosfera che a loro volta potrebbero essere segni di vita potenziale ma potrebbe avere problemi a rilevare il vapore acqueo se ci sono troppo nuvole.

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