Telescopio James Webb subisce impatto con micrometeoroidi

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Il telescopio spaziale James Webb, lanciato a dicembre dell’anno scorso e ora in orbita intorno al sistema Sole-Terra (nel cosiddetto punto di Lagrange 2 o L2), ha subito quello che è suo primo impatto con micrometeoroidi secondo quanto riferisce un nuovo comunicato apparso sul sito della NASA. L’impatto è avvenuto tra il 23 e il 25 maggio e ad essere colpiti sono stati alcuni segmenti dello specchio.

Telescopio supera ancora tutti i requisiti della missione

Il comunicato, in ogni caso, cerca di tranquillizzare spiegando che il telescopio supera ancora tutti i requisiti della missione, anzi le stesse condizioni attuali del telescopio restano ancora al di sopra delle aspettative. Tuttavia viene segnalato un effetto abbastanza marginale nell’acquisizione dei dati. In ogni caso gli stessi tecnici stanno effettuando analisi e misurazioni più approfondite.

Impatti con micrometeoroidi erano già preventivati

Tecnici e ricercatori che stanno lavorando al progetto del telescopio James Webb erano comunque già preparati: gli impatti con micrometeoroidi, ossia minuscole particelle di roccia, sotto forma di granelli di polvere, che vagano nello spazio, erano già ampiamente preventivati.
Anche durante le fasi della costruzione del telescopio i tecnici avevano eseguito varie simulazioni di impatti con piccoli corpi del genere per capire come contrastarli e rendere gli specchi più resistenti.

Telescopio affronterà anche altri problemi

Oltre agli impatti con queste piccole particelle, che comunque viaggiano ad altissima velocità, il telescopio sarà soggetto anche ad altri tipi di problemi tra cui le particelle cariche del Sole, i raggi cosmici e la luce ultravioletta dura, come spiega Paul Geithner, uno dei responsabili del progetto del James Webb Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt.

Tecnici possono regolare la posizione del segmento colpito

I tecnici hanno costruito il telescopio con diversi immagini di prestazione onde avere la garanzia che questi incidenti, comunque preventivati, non potessero inficiare sulla missione. In ogni caso il telescopio può correggere, anche se solo parzialmente, la posizione degli specchi, cosa che permette di regolare la posizione del segmento colpito. Ed è proprio quello che hanno fatto in relazione a questi primi impatti: i tecnici hanno regolato il segmento C3, quello colpito dai micrometeoroidi. Ulteriori regolazioni verranno effettuate per migliorare la correzione nel corso dei prossimi giorni. Eventi come quello accaduto tra il 23 e il 25 maggio sono assolutamente casuali e non il risultato di una pioggia di meteoriti, una cosa che è più prevedibile.

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