Telescopio spaziale CHEOPS mostra pianeta caldissimo illuminato di rosso dalla stella

I dati principali del sistema in cui è presente l’esopianeta WASP 189 (credito: Agenzia Spaziale Europea)

È stata pubblicata la prima ricerca scientifica che utilizza i dati del telescopio spaziale CHEOPS, un progetto realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea e dalla Svizzera sotto la guida dell’Università di Berna e di quella di Ginevra.
Dopo otto mesi dal lancio, dunque, arrivano i primi risultati di CHEOPS che non delude le sue aspettative. Lo studio è stato accettato per la pubblicazione su Astronomy & Astrophysics e descrive un esopianeta già conosciuto, WASP-189b, osservazioni che dimostrano che lo stesso CHEOPS è preciso come gli scienziati si aspettavano, come conferma Willy Benz, professore di astrofisica a Berna e capo del consorzio del progetto.

WASP-189b è un pianeta gassoso gigante, grande una volta e mezzo Giove, che orbita intorno ad una stella, HD 133112, distante da noi di circa 322 anni luce. Più grande e più calda del nostro Sole, questa stella luminosa fin da subito ha affascinato Monika Lendl, un’astrofisica dell’Università di Ginevra e prima autrice dello studio. Quello che interessa più agli astrofisici è il fatto che questo pianeta orbita vicinissimo alla sua stella, 20 volte più vicino rispetto all’orbita della Terra nei confronti del Sole.
Questo significa, date anche le dimensioni della stella, che il pianeta completa un’orbita in meno di tre giorni. Considerando che la stella risulta anche molto più calda del Sole, ne consegue che il pianeta riceve una quantità enorme di calore e di radiazioni che lo fanno letteralmente diventare rosso.

La sua temperatura superficiale è estrema, come spiega la stessa Lendl, e proprio per questo è stato categorizzato come un “gioviano ultracaldo”. Inoltre rivolge sempre la stessa faccia verso la stella. Ha dunque un lato sempre illuminato e un lato sempre in ombra, cosa che distingue l’atmosfera di questo pianeta da quella che può essere l’atmosfera di Giove o di Saturno, gli altri due gassosi giganti del nostro sistema solare.
Secondo i ricercatori la temperatura superficiale di WASP-189b è di 3200 °C, una temperatura sufficiente per vaporizzare il ferro.

Per analizzare il pianeta, il telescopio spaziale CHEOPS ha misurato la luce della stella con estrema precisione, in particolare la diminuzione della luminosità al passaggio del pianeta davanti ad essa. E, in maniera sorprendente, i ricercatori hanno scoperto una caduta di luminosità anche quando il pianeta passava dietro la stella. Questo perché questo pianeta gigante è così vicino alla stella che il suo lato diurno è molto luminoso e, quando passa dietro alla stella, gli astronomi sono in grado di calcolare anche la luminosità riflessa del pianeta mancante.
Proprio grazie a queste circostanze, i ricercatori hanno scoperto che questo pianeta non riflette tutta la luce della stella. Ciò può voler significare che la sua atmosfera manca di nuvole le quali non possono formarsi, evidentemente, con temperature così alte. Ed è proprio per questo che la superficie del pianeta si scalda fino a livelli quasi da record, illuminandosi di rosso.

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