Telescopio spaziale eROSITA fornisce prime immagini tra cui quella di due ammassi di galassie interagenti distanti 900 milioni di anni luce

I due ammassi di galassie interagenti A3391 e A3395 distanti da noi circa 800 milioni di anni luce. Credito: T. Reiprich (Univ. Bonn), M. Ramos-Ceja (MPE), F. Pacaud (Univ. Bonn), D. Eckert (Univ. Ginevra), J. Sanders (MPE), N. Ota (Univ Bonn), E. Bulbul (MPE), V. Ghirardini (MPE), MPE / IKI

Le prime immagini di eROSITA, lo strumento ai raggi X costruito dall’Istituto Max Planck per la Fisica Extraterrestre e situato a bordo dell’osservatorio spaziale russo-tedesco Spektr-RG, rivelano risoluzioni degne di nota. Tutti e sette i moduli del telescopio a raggi X con le relative telecamere sono entrate in funzione per osservare il cielo dal 13 ottobre.
Tra leprime immagini ce n’è una nuova della Grande Nube di Magellano e quella di due ammassi di galassie interagenti collocati ad una distanza di 800 milioni di anni luce da noi.

Si tratta di A3391 e A3395, due ammassi di galassie ripresi da eROSITA: con questa nuova immagine ricercatori hanno potuto confermare il fatto che i due ammassi stanno in effetti interagendo e brillando intensamente ai raggi X per le grandi quantità di gas molto caldo che esiste nello spazio tra le galassie.
Gli stessi ricercatori hanno potuto confermare anche l’esistenza di una sorta di “ponte” tra i due ammassi, cosa che conferma il fatto che stanno interagendo perché attratte gravitazionalmente.

Secondo Peter Predehl, uno dei ricercatori che sta utilizzando eROSITA, il potenziale che offre questo telescopio spaziale è “immenso” grazie all’alta sensibilità e alle telecamere CCD all’avanguardia caratterizzate da una risoluzione spettrale e temporale “straordinaria”.
Ad esempio per la Grande Nube di Magellano eROSITA ha potuto individuare anche i resti di alcune supernovae come SN1987A. Proprio grazie a questi livelli di risoluzione, i ricercatori hanno potuto confermare tra l’altro che l’onda d’urto prodotta da questa supernova, la cui esplosione è avvenuta nel 1987, propagandosi attraverso il mezzo interstellare sta diventando più debole.

I ricercatori poi hanno individuato anche tantissimi altri oggetti nella grande Nube di Magellano e oggetti posti al di là di essa, in particolare nuclei galattici attivi molto distanti le cui radiazioni “perforano” il gas caldo della Nube di Magellano.
Con queste prime immagini, “ora sappiamo che eROSITA porterà a una svolta nella nostra comprensione dell’evoluzione dell’universo energetico”, dichiara Kirpal Nandra, altro astrofisico impegnato nell’utilizzo di questo nuovo strumento spaziale per l’osservazione del cosmo.

Ora i ricercatori condurranno un sondaggio, della durata di quattro anni, grazie al quale sperano di trovare almeno 100.000 ammassi di galassie ai raggi X nonché diversi milioni di buchi neri attivi al centro delle galassie per creare “una mappa di tutto il cielo a raggi X con profondità e dettagli senza precedenti”, come specifica Andrea Merloni, ricercatore del progetto eROSITA.
Si tratterà di una grossa quantità di dati i cui cataloghi, comprendenti milioni e milioni di oggetti di ogni tipo, saranno usati dagli astronomi per decenni.

Grande Nube di Magellano (credito: F. Haberl, M. Freyberg e C. Maitra, MPE / IKI)

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