Telescopio web potrebbe fallire? Sì, in 344 modi diversi

Per capire quanto sia delicata la missione che vedrà il lancio e il posizionamento del telescopio spaziale James Webb, che sarà lanciato alla fine del mese prossimo dalla NASA, e soprattutto il dispiegamento di suoi pannelli solari, in un nuovo briefing della stessa agenzia spaziale statunitense si parla dei modi con i quali la missione potrebbe fallire, in relazione soprattutto alla fase delicatissima del dispiegamento dei pannelli.

344 i “single-point-of-failure items”

Sarebbero 344 i “single-point-of-failure items”, come li definisce su Space.com Mike Menzel, un ingegnere del Goddard Space Flight Center e uno dei responsabili della missione, ossia i modi tramite i quali potrebbe verificarsi un fallimento.
Tra questi 344 punti, 144 sono rappresentati da particolari meccanismi di rilascio che devono funzionare perfettamente tutti durante il dispiegamento dei pannelli del telescopio una volta che avrà raggiunto la sua posizione, molto lontana dalla Terra.

Telescopio James Webb come un origami

La struttura del telescopio James Webb, infatti, è come un origami: il telescopio, una volta che avrà raggiunto la sua posizione, dovrà letteralmente aprirsi e lo dovrà fare molto delicatamente per ottenere la sua specifica forma che gli permetterà di osservare il cosmo e di acquisire l’energia solare di cui ha bisogno.
Questi delicatissimi meccanismi di rilascio, costituiti perlopiù da membrane flessibili, sono stati ridotti in numero quanto più possibile dal team che ha costruito il telescopio. Naturalmente tantissimi test sono stati eseguiti e ancora oggi numerosi controlli vengono fatti per scoprire nuovi possibili punti critici prima della partenza.

Diversi piani di emergenza

Menzel spiega a Space.com che il team ha comunque ideato diversi piani di emergenza nel caso i problemi si presentassero durante il dispiegamento dei pannelli solari, piani che vanno dal super-semplice al complessissimo. Spiega che il team, per esempio, avrà diversi modi per inviare uno stesso segnale qualora il telescopio non lo recepisca o invii una risposta di errore.
I piani di backup ridondanti sono stati ideati praticamente per ogni evenienza e per ogni caso di anomalia che si dovesse presentare.

24 anni di sviluppo e 10 miliardi di dollari

I tecnici hanno trascorso 24 anni per sviluppare questo telescopio spaziale e i finanziamenti in totale dovrebbero superare i 10 miliardi di dollari. Tuttavia con il suo specchio che risulta essere sei volte più grande di quello del telescopio spaziale Hubble e con pannelli solari che forniranno molta più energia ai suoi vari strumenti, il telescopio Webb dovrebbe scrutare il cosmo come mai nessun altro telescopio ha fatto prima.

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