Telescopio Webb batte di nuovo record: individuata galassia com’era 235 milioni di anni dopo Big Bang

CEERS-93316. Credito: arXiv:2207.12356 [astro-ph.GA]

Forse il telescopio spaziale Webb ha battuto di nuovo il record per quanto riguarda l’osservazione della galassia più lontana e lo ha fatto dopo un solo una settimana dall’annuncio del record precedente (ovviamente intestato allo stesso telescopio). È quanto propone un nuovo studio, i cui risultati sono ancora preliminari, che descrive una galassia denominata CEERS-93316.

Galassia così come era 235 milioni di anni dopo il Big Bang

Il telescopio spaziale Webb ha individuato la galassia così come era 235 milioni di anni dopo il Big Bang grazie ai suoi strumenti per l’osservazione all’infrarosso. Il precedente record, annunciato solo pochi giorni fa, era relativo alla galassia GLASS-z13, individuata com’era 400 milioni di anni dopo il Big Bang.
Per ora lo studio è stato pubblicato solo su arXiv (deve essere dunque sottoposto ancora revisione paritaria).

Redshift da record

Nello studio i ricercatori descrivono un redshift da record: la luce della galassia, per giungere fino a noi, ha fatto un viaggio lunghissimo e si è “allungata” 18 volte di più rispetto a quanto avrebbe fatto se non ci fosse in gioco l’espansione dell’universo. Il tessuto dello spazio-tempo, infatti, è in continua espansione provoca un fenomeno riguardante la luce denominato “spostamento verso il rosso”. Gli strumenti del James Webb sono stati ideati proprio per sfruttare questa caratteristica.

Scoperta avvenuta per caso

E, come spiega Live Science, la scoperta sarebbe avvenuta per caso. I ricercatori dell’Università di Edimburgo non erano a caccia della galassia più distante, stavano solo realizzando una lista di 55 galassie “primordiali”, 44 delle quali erano già conosciute. Lo scopo era analizzare i loro vari livelli di luminosità, un modo per capire l’evoluzione delle prime galassie nel giovanissimo universo. La conferma, che vedrà l’attestazione di galassia più distante mai individuata, potrà avvenire solo tramite la spettroscopia: con questo metodo i ricercatori analizzeranno la magnitudine della luce della galassia acquisendo, tra l’altro, anche diverse altre informazioni tra cui, con un po’ di fortuna, la composizione chimica, le dimensioni e forse anche le temperature.

Analizzare l’universo primordiale

Il telescopio spaziale James Webb è stato studiato per analizzare l’universo primordiale e per osservare gli oggetti (sostanzialmente le galassie e gli ammassi di galassie) più lontani per quel che ci è permesso osservare dalla nostra posizione. Il sospetto è che questo record possa essere presto battuto: c’è chi ritiene che il telescopio spaziale Webb possa osservare oggetti così come erano solo 100 milioni di anni dopo il Big Bang. Nel corso dei prossimi mesi ne vedremo delle belle.

Note e approfondimenti

  1. [2207.12356] The evolution of the galaxy UV luminosity function at redshifts z ~ 8-15 from deep JWST and ground-based near-infrared imaging
  2. Webb space telescope has just imaged another most-distant galaxy, breaking its record after a week | Live Science

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