Telescopio Webb cercherà presto le “superterre” per capire quanto sono abitabili

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Il telescopio spaziale James Webb è giunto nel suo punto di destinazione, a più di 1 milione e mezzo di chilometri di distanza dalla Terra, e attualmente sono in corso le fasi di calibrazione degli specchi. Si tratta di una fase che durerà diversi mesi. Poi inizierà ad osservare i suoi primi obiettivi con vari team di scienziati che già aspettano ansiosi di rilevare ed analizzare i primi dati.

Telescopio Webb analizzerà le “superterre”

Tuttavia, come fa notare Natasha Batalha, ricercatrice dell’Ames Research Center della NASA, uno degli obiettivi principali di questo telescopio spaziale è quello di studiare gli esopianeti. E nel contesto di questa grande indagine, un obiettivo rilevante è proprio quello di individuare le cosiddette “superterre” e in generale i mondi rocciosi.

La “diversità” degli esopianeti

La ricercatrice fa notare che il livello di diversità dei pianeti, a fronte delle scoperte che abbiamo effettuato con altri telescopi negli ultimi anni, è enorme, ben più grande di quella che c’è all’interno del nostro sistema solare.
In effetti nel nostro sistema solare ci sono sostanzialmente due tipi di pianeti, quelli rocciosi e quelli gassosi. Forse se ne possono contare tre di tipologie se consideriamo quelli gassosi ghiacciati un altro tipo di “mondo”.

I pianeti “nel mezzo”

Secondo la ricercatrice uno dei pianeti più comuni sta comunque “nel mezzo” tra i pianeti gassosi, che di solito si trovano su orbite più esterne, e i pianeti rocciosi, che si trovano invece sulle orbite più interne. Questi pianeti “di mezzo” potrebbero essere abitabili e dunque capire come si formano è molto importante.
Non essendoci pianeti del genere nel sistema solare, poter sfruttare la potenza del telescopio Webb per scoprire ed analizzare queste superterre sarà fondamentale.

Telescopio Webb analizzerà atmosfere dei pianeti

In particolare il telescopio aiuterà ad analizzare le atmosfere dei pianeti. Al momento ci sono già due indagini “prenotate” che dovrebbero essere condotte nella fase successiva a quella di test. La prima riguarda l’analisi di nove pianeti e sarà condotta dall’astrofisico dell’Ames Thomas Greene. La seconda vedrà la partecipazione della stessa Batalha e si concentrerà sui pianeti, alcuni dei quali rocciosi, presenti nell’interessantissimo sistema TRAPPIST-1.

Le atmosfere dei pianeti interni vengono di solito spazzate via?

Quello che dobbiamo capire soprattutto se è comune che i pianeti interni rocciosi abbiano un’atmosfera. Essendo più vicini alla stella, infatti, questi pianeti corrono un rischio più grande che la loro atmosfera venga spazzata via dall’azione stellare. Il telescopio Webb rileverà non solo la presenza delle atmosfere ma anche di cosa sono fatte, come spiega lo stesso Green.

Pianeta TRAPPIST-1b

Lo farà cercando la presenza di anidride carbonica nell’infrarosso. In particolare il pianeta TRAPPIST-1b potrebbe essere uno dei più interessanti in tal senso. Potrebbe essere un pianeta molto simile alla Terra. Gli scienziati hanno già calcolato che potrebbe avere una massa solo il 12% più grande di quella della Terra e pensano possa avere un’atmosfera molto densa e calda nonché ricca di anidride carbonica.
Il futuro dello studio dei pianeti oltre il sistema solare, in ogni caso, si rivela davvero roseo ed eccitante.

Note e approfondimenti

  1. How NASA in Silicon Valley Will Use Webb to Study Distant Worlds | NASA

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