Telescopio Webb ci farà osservare l’enorme buco nero al centro della Via Lattea

Credito: jmexclusives, Pixabay, 5398919

Il telescopio spaziale James Webb, che sarà lanciato dalla NASA il mese prossimo, contribuirà agli studi condotti dagli scienziati dell’Event Horizon Telescope (EHT) per tentare di comprendere le principali caratteristiche dell’enorme buco nero che si trova al centro della Via Lattea e che è denominato Sagittarius A*.
Abbiamo notevoli difficoltà a studiare questo buco nero non solo perché è un buco nero e quindi le difficoltà in tal senso sono di base già enormi ma anche perché è circondato da una nube turbinante di materiali, gas e oggetti vari che, almeno dal nostro punto di vista galattico, ci nascondono la sua vista e molti dei particolari che potremmo scoprire.

Buco nero al centro della Via Lattea: una delle prime missioni del Webb

Secondo il comunicato emesso sul sito del Goddard Space Flight Center della NASA, una delle prime missioni esplorative che saranno eseguite con il telescopio James Webb sarà proprio quella di usare la sua potenza di osservazione all’infrarosso per superare le difficoltà di cui sopra e, potenzialmente, per risolvere alcuni dei principali enigmi di questo buco nero supermassiccio.
I tecnici e gli scienziati del progetto Event Horizon Telescope, che attualmente si servono di una grande rete di radiotelescopi terrestri posti in diverse aree del mondo, non sono stati fino ad ora però con le mani in mano in termini di analisi di buchi neri supermassicci.

Prima foto di un buco nero

Come spiega il comunicato già nel 2017, per esempio, sono riusciti a catturare la prima immagine di un buco nero (in realtà non del buco nero stesso ma del materiale che gli ruota intorno), situato al centro della galassia M87, distante dalla Terra circa 56 milioni di anni luce.
Purtroppo riusciamo a scattare una foto ad un buco nero lontano 56 milioni di anni luce ma non riusciamo neanche ad analizzare come si deve il buco nero al centro della nostra galassia che si trova solo poche decine di migliaia di anni luce di distanza.

Il fastidioso flaring del buco nero Sagittarius A*

Il buco nero della nostra galassia è più debole di quello della galassia M87 in termini di luminosità del materiale che gli gira attorno. Inoltre il nostro buco nero, come spiega Farhad Yusef-Zadeh, professore della Northwestern University, è caratterizzato da una sorta di “flaring”, forse causato dai bagliori provocati dallo stesso materiale che circola vorticosamente intorno ad esso, che crea grossi problemi in termini di osservazioni.
Si crede che questi “brillamenti” siano causati da accelerazioni temporanee ma molto intense delle particelle che turbinano intorno al buco nero, cosa che provoca intense emissioni di luce, ma si tratta solo di un’ipotesi. Queste improvvise emissioni di luce non sono mai state osservate intorno a nessun altro buco nero supermassiccio.

Webb osserverà all’infrarosso

Il telescopio spaziale Webb, però, potrà osservare il buco nero al centro della nostra galassia su due lunghezze d’onda diverse dell’infrarosso in maniera simultanea e continua. Sarà favorito anche dalla sua posizione: il telescopio Webb si posizionerà, infatti, in un punto di Lagrange molto distante dalla Terra dal quale potrà avere praticamente una visione ininterrotta dell’area centrale della nostra galassia. Otterrà molti più dati, informazioni migliori e immagini più pulite.
E le conoscenze che acquisiremo riguardo a questo vicino buco nero supermassiccio potranno essere usate per studiare meglio gli altri buchi neri onde scoprire le proprietà fondamentali di questi misteriosi oggetti diverse delle quali, ad oggi, ci sono perlopiù sconosciute.

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