Telescopio Webb osserverà anche oggetti del sistema solare e sempre con dettagli senza precedenti

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Il telescopio James Webb è quasi pronto per iniziare le vere osservazioni scientifiche secondo quanto riferisce un nuovo comunicato della NASA. Oltre a studiare le stelle e le lontane galassie con un livello di precisione e di dettaglio senza precedenti, il nuovo telescopio acquisirà anche le immagini dei pianeti, degli asteroidi, delle comete e in generale degli oggetti del sistema solare.

Già effettuato il primo test con un oggetto “mobile” del sistema solare

In particolare, spiega il comunicato, il telescopio sarà capace di “agganciare” anche gli oggetti più veloci, come asteroidi e comete. I tecnici, infatti, hanno completato quello che è stato il primo test per tracciare gli oggetti in movimento del sistema solare ottenendo risposte molto positive. Ulteriori test con altri oggetti che si muovono a velocità varie saranno effettuati nel corso delle prossime settimane.
Il primo test per verificare la capacità del telescopio di puntare gli oggetti “mobili” ha riguardato il puntamento di un piccolo asteroide che si trova nella cintura principale e che è denominato 6481 Tenzing.

Scienziati entusiasti del primo anno di attività scientifica

In relazione alle possibilità che il telescopio James Webb offre per l’osservazione degli oggetti del sistema solare, Heidi Hammel, una scienziata che fa parte del gruppo di lavoro del James Webb e che realizzerà missioni osservative nel nostro sistema, spiega di essere entusiasta di quello che sarà il primo anno di attività scientifica del telescopio. La ricercatrice dirige una squadra di astronomi che sono ansiosi di scaricare i primi dati di oggetti del nostro sistema solare.

Perché serve il James Webb per osservare oggetti del sistema solare?

La domanda è d’obbligo: perché serve un telescopio spaziale così potente come il James Webb per osservare oggetti relativamente vicini come quelli del nostro sistema solare? La ricercatrice, che ammette che questa è una delle domande che le vengono poste più frequentemente, spiega: “Noi scienziati planetari utilizziamo i telescopi per completare le nostre missioni in situ (missioni che inviamo per sorvolare, orbitare o atterrare su oggetti). Un esempio è il modo in cui Hubble è stato utilizzato per trovare l’obiettivo post-Plutone per la missione New Horizons, Arrokoth. Utilizziamo i telescopi anche quando non abbiamo pianificato missioni in situ, come per i lontani giganti di ghiaccio Urano e Nettuno o per effettuare misurazioni di grandi popolazioni di oggetti, come centinaia di asteroidi o Kuiper Belt Objects (piccoli mondi di ghiaccio oltre le orbite di Nettuno, incluso Plutone), poiché possiamo inviare missioni solo a pochi di questi”.

James Webb osserverà anche la luna di Giove Europa e i suoi pennacchi

Uno degli oggetti più interessanti da osservare con telescopio James Webb, in ogni caso, sarà la luna di Giove Europa che, con i suoi pennacchi di materiali ricchi d’acqua che fuoriescono dalla superficie, ha già da diversi anni destato l’interesse degli scienziati. I ricercatori vogliono realizzare immagini ad alta risoluzione della superficie di questa luna per capire meglio l’attività legata ai pennacchi e in generale i processi geologici. E vogliono ottenere anche l’immagine dettagliata di un singolo pennacchio ad una risoluzione sufficiente da poter utilizzare la tecnica spettroscopica per analizzarne la composizione.

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