Tempesta solare danneggia 40 satelliti di SpaceX, rientreranno nell’atmosfera

Credito: Official SpaceX Photos, CC0 1.0, Wikimedia Commons

Sono 40 i satelliti, secondo una nota emessa da SpaceX, che sono rimasti irrimediabilmente danneggiati a causa della tempesta solare. I 40 satelliti facevano parte di un set di 49 unità che erano state lanciati, nel contesto del progetto Starlink, solo il 3 febbraio.

Satelliti non hanno neanche lasciato la modalità provvisoria

Secondo quanto riferisce il comunicato, i satelliti non hanno neanche lasciato la modalità provvisoria e dovranno rientrare nell’atmosfera terrestre. Tuttavia, come si affretta a precisare la stessa azienda, non rappresentano un pericolo per la Terra: satelliti sono stati progettati proprio per ridursi in piccoli pezzi una volta che entrano nell’atmosfera terrestre.

Tempesta solare

La tempesta solare che ha danneggiato i satelliti ha provocato una grossa esplosione di energia che è fuoriuscita dalla superficie del Sole (i cosiddetti brillamenti solari). Il vento solare che ha trasportato questa energia ha raggiunto la Terra e ha interagito con il suo campo magnetico creando poi una tempesta geomagnetica. Il brillamento è avvenuto il 30 gennaio e il flusso energetico, ad una velocità di quasi 5 milioni di chilometri orari, ha poi raggiunto la Terra e ha danneggiato i 40 satelliti della rete di Starlink durante la giornata di venerdì.

Satelliti erano stati lanciati dalla Florida

I satelliti erano stati lanciati dalla Florida con un razzo Falcon 9 nella giornata di giovedì 3 febbraio ed erano stati messi in orbita terrestre bassa, ad una distanza di circa 210 km dalla superficie della Terra. Questi satelliti avrebbero dovuto iniziare poi una manovra di sollevamento dell’orbita ma, proprio a causa della tempesta solare che ha provocato un aumento della resistenza atmosferica fino al 50%, 40 dei satelliti non sono riusciti a lasciare la modalità provvisoria per iniziare la manovra.
I satelliti sono dunque stati portati in deorbitazione e parte di essi sono già rientrati nell’atmosfera praticamente “svanendo”. Secondo quanto riferisce il comunicato, infatti, nessuna parte dei satelliti che rientreranno colpirà il suolo.

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