Tempeste solari estreme più comuni di quanto mai calcolato, possono avvenire in ogni momento

Le tempeste solari sono eventi comuni sul Sole e coinvolgono lo scudo magnetico del pianeta il quale, interagendo con le particelle elettriche, produce dei flussi di energia che possono giungere fino alla Terra (e causare, tra l’altro, anche le aurore).
Talvolta queste tempeste solari sono così potenti che possono creare problemi al nostro pianeta, ad esempio interagendo con i satelliti o con altre strumentazioni elettriche poste sulla superficie del pianeta stesso.

Fortunatamente tali eventi risultano molto rari. O forse no, secondo un nuovo studio pubblicato su Geophysical Research Letters. In questo caso i ricercatori analizzato cambiamenti del campo magnetico terrestre avvenuti dal 1868 ad oggi interessandosi in particolare ai picchi più alti, ossia quelli che coincidevano con le tempeste solari più forti.

Secondo quanto hanno analizzato, le tempeste solari più gravi si sono verificate 42 volte negli ultimi 150 anni mentre quelle ancora più gravi, definibili come “estreme” o “super”, quelle che possono causare anche interruzioni della corrente elettrica sulla Terra o gravi danni alle strumentazioni elettriche, sono state sei, una ogni 25 anni.
Non proprio rarissime come lasciato intendere da diversi ricercatori e scienziati negli anni addietro.

Lo sottolinea anche Richard Horne, ricercatore del British Antarctic Survey ed uno degli autori dello studio, secondo il quale una tempesta solare super può avvenire più spesso di quanto calcolato in precedenza: “Non lasciarti ingannare dalle statistiche. Può succedere in qualsiasi momento. Semplicemente non sappiamo quando.”

Già nel 2012, secondo quanto riferisce un comunicato sul sito dell’American Geophysical Union, si era verificata una tempesta solare di grosse proporzioni ma fortunatamente questa espulsione di massa coronale proveniente dal Sole ha mancato di poco la Terra. Se quest’ultima si fosse trovata sul suo cammino, probabilmente avremmo avuto una “super tempesta”.

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