Tempeste solari, forse è possibile prevederle con nuovo metodo

Viene descritto come un “metodo innovativo” per prevedere il momento in cui accadono le tempeste solari quello ideato da un team di scienziati dell’Università di Lund, Svezia.
Questi ultimi hanno infatti creato un metodo che prevede in sostanza le cosiddette interferenze quantomeccaniche grazie alle quali è possibile misurare i campi magnetici relativamente deboli che si trovano nella zona più esterna dell’atmosfera solare, qualcosa che lo stesso Tomas Brage, un fisico matematico che ha partecipato allo studio, definisce come una “svolta fantastica”.

Attualmente non è infatti possibile misurare in maniera diretta campi magnetici nella corona solare e quindi non è possibile approcciare ad un sistema per tentare di prevedere le tempeste solari, nonostante gli sforzi fatti dagli scienziati, per esempio, per studiare le macchie solari sulla superficie del Sole.
Il metodo si basa sul fatto che tutte le informazioni che riceviamo dal Sole sostanzialmente arrivano tramite la luce che viene emessa dagli ioni nell’atmosfera solare. Per scoprire l’influenza dei campi magnetici su questi ioni, questi stessi campi magnetici debbono essere quindi rilevati.

Tuttavia i campi magnetici che si trovano all’interno degli stessi ioni sono molto forti, molto più forti dei più deboli campi magnetici della corona. Così questi ultimi difficilmente lasciano una traccia. Se invece si fa affidamento sull’interferenza tra le due “costellazioni” degli elettroni negli ioni molto vicini, si possono effettuare previsioni riguardo alle tempeste stellare.

“Se saremo in grado di monitorare continuamente questi campi, saremo in grado di sviluppare un metodo che può essere paragonato alla meteorologia per il tempo spaziale”, spiega Ran Si, un altro autore dello studio, che rimarca il fatto che le tempeste solari sono eventi molto importanti per il nostro pianeta. Tempeste solari troppo forti, infatti, possono mettere letteralmente fuori uso i sistemi tecnologici, in special modo quelli basati sull’elettricità, che utilizziamo praticamente sempre, ogni giorno.

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