Terra sta attraversando nube prodotta da esplosione cosmica da migliaia di anni

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Il nostro pianeta, così come tutto il nostro sistema solare, viaggia letteralmente all’interno di enormi nubi fatte di detriti che sono i risultati di antiche esplosioni cosmiche dette supernove. Ne parla ScienceAlert che cita uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences. [2]

Le prove si trovano nelle profondità degli oceani

La prova del fatto che ci siamo spostando attraverso una immensa nube di detriti di supernove risiederebbe in profondità negli oceani. Qui sono presenti diverse quantità di un particolare isotopo, conosciuto come ferro-60, con il quale il nostro pianeta è stato “spolverato”. Dato che in superficie è difficile da individuare, i ricercatori si sono rivolti ai sedimenti nelle profondità degli oceani. Nello specifico hanno raccolto cinque campioni di sedimenti da due località scoprendo che le quantità di ferro-60 erano costanti per un periodo di tempo di circa 33.000 anni.

Che cos’è il ferro-60

Il ferro-60 è caratterizzato da un’emivita di 2,6 milioni di anni; ciò significa che decade del tutto solo dopo 15 milioni di anni. A sua volta questo sta a significare che il ferro-60 individuato sul nostro pianeta deve essere arrivato da un’altra parte in quanto non esiste alcuna possibilità che tracce di ferro-60 possano essere sopravvissute dopo la formazione del nostro pianeta avvenuta più di 4,5 miliardi di anni fa. Ecco perché il ferro-60 presente nei sedimenti dei fondali degli oceani deve essere arrivato per forza di cose dallo spazio. D’altronde tracce di questo isotopo sono state trovate anche nella neve dell’Antartico e in questo caso, secondo il ricercatore, deve essersi depositata nel corso degli ultimi 20 anni.

È dunque plausibile credere che la Terra stia, da tantissimo tempo, probabilmente da circa 33.000 anni e ancora oggi, visto i risultati dei campioni trovati sui fondali degli oceani, attraversando una nube di “polvere di stelle” che contiene, tra le altre sostanze, anche ferro-60.
Ma come hanno fatto ricercatori a capire che si tratta di polveri causate da un’esplosione stellare come una supernova? Il fatto è che si tratta di un isotopo abbastanza raro del ferro che, per quel che ne conosciamo, viene “forgiato” solo nelle supernove.

Supernova potrebbe essere molto più antica della nube

Tuttavia, secondo i ricercatori, il ferro-60 che individuiamo sul nostro pianeta potrebbe provenire da esplosioni di supernove avvenute un tempo molto più addietro rispetto ai 33.000 anni suddetti. Questo isotopo può infatti rimanere intrappolato nelle particelle di polvere rimbalzando nel mezzo interstellare. Quindi la nube interstellare locale, definita poi da ricercatori Local Interstellar Cloud, che stiamo attraversando, può aver raccolto queste tracce di supernove all’incirca 33.000 anni fa, cosa che poi ne ha permesso la ricaduta sul nostro pianeta.
Dunque la nube locale che stiamo attraversando non potrebbe essere, di per sé, il debole residuo di una supernova ma si limiterebbe a contenerne qualche traccia, come il ferro-60. In tal senso, dunque, l’esplosione che prodotto questo ferro-60 che vediamo sul nostro pianeta potrebbe essere avvenuta milioni di anni fa.
Per risolvere il mistero basterebbe trovare, sul nostro pianeta, ulteriori tracce di ferro-60 che risalgono a più di 33.000 anni fa: questo ritrovamento suggerirebbe che è stato prodotto da antiche supernove. Se non si trovassero, potrebbe voler dire che la nube interstellare locale sia essa stessa la fonte del ferro-60 e sia dunque essa stessa il residuo di una supernova.

Note e approfondimenti

  1. Our Planet Is Travelling Through The Debris of Ancient Supernovae (IA)
  2. 60Fe deposition during the late Pleistocene and the Holocene echoes past supernova activity | PNAS (IA) (DOI: 10.1073/pnas.1916769117)

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