Terraformazione di Marte, ecco il piano B di Musk: specchi solari

Terraformare Marte deve essere un pensiero fisso per Elon Musk. Una nuova proposta, pubblicata sempre tramite un breve tweet che ha fatto molto discutere (come al solito), arriva dal CEO di SpaceX e Tesla.

Se bombardare con bombe nucleari i poli di Marte può rappresentare un progetto a dir poco fantascientifico, una nuova idea potrebbe invece essere, per certi versi, un po’ più interessante.
Secondo Musk potrebbe essere possibile fare ricorso ad un piano B per terraformare Marte, ossia per renderlo più abitabile per gli esseri umani.

Si potrebbero utilizzare migliaia di satelliti dotati di riflettori solari per riscaldare Marte.

Si tratta di un’idea un po’ meno folle della precedente anche perché è stata suggerita in uno studio apparso nel 2009 da Rigel Woida, un ricercatore dell’Università dell’Arizona (vedi il primo link più sotto).

Il ricercatore propose l’utilizzo di una rete di riflettori spaziali composta da 200-300 unità. L’intera rete, di circa 150 metri di diametro, sarebbe stata sufficiente per riscaldare, riflettendo la lucedel sulle sul pianeta, determinate zone della superficie marziana, zone che poi gli esseri umani avrebbero potuto colonizzare più facilmente perché più calde e in generale più abitabili.

Tuttavia mentre lo studio propone una terraformazione di tipo locale, che coinvolge solo piccole aree, l’idea di Musk sembra essere quella di utilizzare riflettori del genere per innescare una terraformazione di tipo globale, dato che parla di “migliaia di satelliti”. Una cosa molto più difficile, se non a tratti improbabile, da mettere in atto a livello ingegneristico.

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