Terremoti e mari in rivolta, migliaia di case a rischio sommersione nella costa americana nord-occidentale

Generato con AI

Una nuova ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences[2] lancia l’allarme su un rischio sottovalutato: un grande terremoto nella zona di subduzione della Cascadia, unito all’innalzamento del mare, potrebbe inondare vaste porzioni della costa del Pacifico nord-occidentale.

Sprofondamento e nuovi scenari di alluvione

Lo studio stima che un terremoto di grande magnitudo nella zona della Cascadia potrebbe far sprofondare il suolo costiero fino a due metri, ampliando enormemente l’area a rischio inondazione. In particolare, si prevede che la cosiddetta pianura alluvionale dell’1% si espanda fino a 116 miglia quadrate, includendo oltre 14.000 residenti e più di 22.000 strutture. I ricercatori, tra cui Tina Dura e Harvey Kelsey, hanno modellato migliaia di scenari sismici e combinato i risultati con proiezioni di innalzamento marino. Le aree più colpite sarebbero la California settentrionale, l’Oregon settentrionale e il sud dello stato di Washington.

Conseguenze disastrose per infrastrutture e comunità

Se un evento simile accadesse oggi, importanti infrastrutture come scuole, ospedali, impianti di depurazione e stazioni di polizia finirebbero sotto il livello del mare. Entro il 2100, il rischio aumenterebbe ulteriormente, con il livello marino previsto fino a un metro più alto. Dura spiega che molte aree costiere diventerebbero probabilmente inabitabili, e la risposta e la ricostruzione sarebbero rallentate. A essere colpite sarebbero anche le terre agricole costiere, che potrebbero diventare salmastre e non più coltivabili.

Ecosistemi costieri a rischio estinzione

Non solo le persone: anche l’ambiente naturale sarebbe gravemente colpito. Estuari, paludi intertidali e dune protettive verrebbero erosi o sommersi. Secondo Dura, questi ecosistemi forniscono importanti servizi ambientali come il filtraggio delle acque, l’assorbimento del carbonio e l’habitat per numerose specie. Una volta persi, difficilmente potrebbero rigenerarsi, perché spesso la loro migrazione verso l’entroterra è impedita dalla conformazione del territorio e dallo sviluppo urbano.

Un pericolo globale, non solo locale

Il rischio descritto per la Cascadia si estende ad altre zone del Pacifico: subduzioni simili si trovano in Alaska, Giappone, Indonesia, Nuova Zelanda, Russia e Sud America. Dura ricorda che eventi passati – come i terremoti in Cile nel 1960 o in Giappone nel 2011 – hanno trasformato completamente i paesaggi costieri e provocato evacuazioni permanenti. In questi casi, lo sprofondamento del suolo avviene in pochi minuti, seguito da tsunami devastanti. Ma gli effetti possono durare secoli. Kelsey conclude che il rischio di un innalzamento improvviso del livello del mare non va ignorato, specialmente nelle zone sismicamente attive del pianeta.

Approfondimenti

  1. Study Finds Flood Risk is Increasing in Pacific Northwest | Newswise
  2. Increased flood exposure in the Pacific Northwest following earthquake-driven subsidence and sea-level rise | PNAS

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