Teschio di babuino di 3300 anni fa mostra che leggendario luogo egizio esisteva davvero

I resti del babuino analizzati dai ricercatori (credito: DOI: 10.7554/eLife.60860 | eLife)

I resti scheletrici di uno babuino vissuto 3300 anni fa, inizialmente conservato al British Museum e poi analizzati dal primatologo del Dartmouth College Nathaniel Dominy, sono stati d’aiuto per risolvere il mistero della cosiddetta Terra di Punt. Quest’ultima è un luogo, secondo qualcuno immaginario, che, secondo le leggende egizie, offriva ai visitatori e a chiunque si fosse spinto tanto lontano molte materie e risorse preziose tra cui incenso, mirra e oro.

Terra di Punt: luogo leggendario o reale?

Gli antichi egizi si inoltrarono a sud raggiungendo questo luogo, a volte tramite spedizioni avventurose o più o meno leggendarie, per almeno 1000 anni a partire da 4500 anni fa. Conosciamo della sua esistenza grazie a numerosi scritti geroglifici e documenti ed opere d’arte varie nonché elenchi di prodotti giunti proprio da Punt. Il problema è che questo luogo non è stato mai individuato, nonostante varie ipotesi siano state fatte.

Analisi dei resti di uno babuino hamadryas di 3300 anni fa

Ora Dominy e colleghi pensano di aver risolto il mistero proprio tramite l’analisi dei resti di questo babuino. Si trattava infatti di uno babuino hamadryas (Papio hamadryas), una scimmia che non è originaria delle aree dell’Egitto e che invece ha sempre vissuto nell’area del corno d’Africa oltre che dell’area della punta sud-occidentale della penisola arabica. Sta di fatto che questo animale era considerato sacro per gli antichi egizi in quanto visto come l’incarnazione di Thoth, il dio della saggezza.

L’animale proveniva dalle aree di Eritrea, Etiopia e Somalia

Analizzando gli isotopi chimici presenti sullo smalto dei denti del babuino, giunti quasi indenni fino ad oggi, i ricercatori hanno infatti scoperto il luogo di nascita dell’animale. Quest’ultimo, infatti, presenta un suolo e dell’acqua caratterizzati da un rapporto di isotopi di stronzio abbastanza distintivo. Si tratterebbe di una firma isotopica che resta praticamente bloccata nello smalto dei denti di un animale e rimane pressoché invariata.
Queste analisi hanno mostrato che questo babuino non era nato nell’area dell’Egitto ma proveniva dall’area delle odierne Eritrea, Etiopia e Somalia nordoccidentale. Ciò implica, secondo Dominy, non solo che la leggendaria Terra di Punt esisteva ma che si trovava proprio in quest’area, così come tra l’altro teorizzato da diversi altri storici.

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