TESS scopre il suo primo esopianeta di dimensioni terrestri, lontano 53 anni luce

Rappresentazione artistica dei pianeti individuati intorno alla stella HD 21749, lontana 53 anni luce (credito: Robin Dienel, Carnegie Institution for Science)

Tramite uno studio pubblicato su Astrophysical Journal Letters uno gruppo di astronomi annuncia il primo esopianeta delle dimensioni della Terra scoperto da TESS (Transiting Exoplanets Survey Satellite), il telescopio spaziale lanciato dalla NASA in orbita intorno alla Terra progettato proprio per andare a scovare pianeti oltre il sistema solare.

Con l’aiuto del Planet Finder Spectrograph, un particolare strumento spettrografico posto sul telescopio Magellano II dell’Osservatorio Carnegie di Las Campanas in Cile, Diana Dragomir, l’autrice principale dello studio e ricercatrice del Kavli Institute for Astrophysics and Space Research del MIT, e i suoi colleghi sono riusciti ad identificare due nuovi pianeti, di cui uno sembra avere dimensioni terrestri.

I due pianeti orbitano intorno ad una stella caratterizzata da una massa che è l’80% di quella del sole e che è distante da noi 53 anni luce.
Il primo pianeta, denominato HD 21749b (TOI 186.01), risulta abbastanza pesante: è caratterizzato da una massa di 23 volte quella terrestre ma il raggio è invece solo di 2,7 volte quello terrestre. Questa alta densità indica che il pianeta ha una densa atmosfera ma anche che, probabilmente, non è roccioso. In tal senso potrebbe trattarsi di un pianeta sub-Nettuno, ossia un pianeta somigliante a Nettuno ma più piccolo rispetto a quest’ultimo.

HD 21749b orbita intorno alla stella in circa 36 giorni, il periodo orbitale più lungo tra tutti gli esopianeti scoperti finora da TESS.
Questo non è comunque il solo pianeta che orbita intorno a questa stella: tramite i dati di TESS che hanno analizzato, gli astronomi hanno individuato anche HD 21749c (TOI 186.02), un altro pianeta più piccolo che invece impiega otto giorni per girare intorno alla stella e che è di dimensioni di poco inferiori a quelle della Terra (ha un raggio di 0,89 volte quello terrestre).

I dati che riguardano quest’ultimo sono più pochi tanto che è difficile misurarne la massa e la composizione. Tuttavia il fatto che abbia dimensioni più o meno simili a quello della Terra sembra aver elettrizzato gli astronomi tanto che Dragomir parla, in riferimento a questa scoperta, di una “pietra miliare per TESS” grazie alla quale quale riusciremo a trovare esopianeti ancora più piccoli, orbitanti intorno a stelle ancora più piccole, rispetto agli esopianeti individuati fino ad ora (soprattutto con l’altro telescopio spaziale, Keplero).

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