Tessuto cerebrale in coltura tenuto in vita per 25 giorni

L'attività circadiana del tessuto era ancora evidente dopo 25 giorni (credito: RIKEN Center for Biosystems Dynamics Research)

Quando si studiano i tessuti di un corpo in laboratorio bisogna staccarli dal corpo stesso e porli in una coltura a fluido, in modo che restino “vivi” per qualche ora o al massimo per qualche giorno. Tuttavia i tessuti possono facilmente seccarsi, “annegare” nel fluido stesso o comunque danneggiarsi e non essere più utili per gli esperimenti.

Ciò vale ancora di più per il tessuto cerebrale, ancor più sensibile rispetto agli altri.
Un gruppo di ricercatori del RIKEN Center for Biosystems Dynamics Research ha pubblicato a tal riguardo un nuovo interessante studio su Analytical Sciences.

I ricercatori dichiarano di avere ideato un nuovo sistema che, tramite un nuovo dispositivo microfluidico, impedisce ai tessuti stessi di seccarsi e di danneggiarsi. Questo sistema è già stato testato dai ricercatori su tessuti prelevati dai cervelli dei topi che sono rimasti vitali anche dopo un mese in coltura.
Si tratta di un periodo molto più lungo rispetto a quello di altri metodi utilizzati per la coltura dei tessuti, almeno per quanto riguarda la media.

Il dispositivo microfluidico utilizzato dai ricercatori si basa sul polidimetilsilossano (PDMS), materiale che tra l’altro viene già usato in diversi farmaci come antischiuma.
Con questo sistema il tessuto, invece di essere immerso sempre nel fluido, può avvantaggiarsi del fatto che il mezzo di coltura circola dentro un microcanale attraversando una membrana permeabile. In sostanza, si otteneva un corretto scambio di gas e dunque una più lunga resistenza del tessuto agli agenti biodegradabili.

Con questo sistema hanno coltivato in laboratorio tessuti prelevati dal nucleo soprachiasmatico, un’area dell’ipotalamo, dei cervelli dei topi. Questi tessuti rimanevano in vita nella coltura di laboratorio per più di 25 giorni: i ricercatori potevano verificarlo misurando i loro livelli di bioluminescenza, livelli che indicavano che erano ancora funzionali ed avevano un’attività circadiana.
Con una coltura convenzionale, l’attività neurale di questi tessuti diminuisce invece del 6% già dopo sole 10 ore.

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