Tessuto nel naso ricostruibile grazie a cellule staminali coltivate in laboratorio

Cellule basali orizzontali di topo coltivate in laboratorio (credito: Jim Schwob/Tufts University in Stem Cell Reports)

Un ulteriore progresso per quanto riguarda l’utilizzo in laboratorio delle cellule staminali è stato effettuato da un gruppo di ricerca della Tufts University School of Medicine. Stavolta gli scienziati sono riusciti a coltivare in laboratorio cellule olfattive umane, utilizzabili, secondo gli stessi ricercatori, per ripristinare il tessuto del naso.

I ricercatori hanno ricreato cellule basali orizzontali (HBC) utili per ripopolare i tessuti dell’epitelio olfattivo, compresi i neuroni sensoriali, tramite la stimolazione delle cellule staminali del naso.
La ricerca potrà rivelarsi utile per persone che sperimentano parziale o completa perdita dell’olfatto (per cause che possono essere ricondotte, per esempio, l’invecchiamento, alle lesioni, al fumo o a malattie neurodegenerative).

I tessuti cresciuti in laboratorio dalle cellule staminali, infatti, sono in grado di riempire le lesioni olfattive e di generare diverse tipologie di cellule.
Il processo di rigenerazione delle cellule con relativa differenziazione può essere attivato nelle cellule ancora in vivo prima dell’innesto nel tessuto danneggiato, come specifica Jesse Peterson, primo autore dello studio. L’attivazione può essere effettuata tramite l’acido retinoico il quale abbassa nelle cellule i livelli della proteina P63, cosa che sua volta attiva le cellule staminali.

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