Testa inclinata verso il basso suscita timori reverenziali secondo studio

Un particolare studio pubblicato su Psychological Science affronta la tematica relativa alle sensazioni che si possono incutere all’interlocutore in base a particolari caratteristiche legate alla posizione della testa e dello sguardo.
Se lo sguardo può notoriamente provocare sensazioni varie alle persone che ci troviamo di fronte, pochi approfondimenti sono stati effettuati riguardo alla mera posizione della testa o a quelli che possono sembrare solo apparentemente percettibili movimenti del capo.

Secondo i ricercatori Zachary Witkower e Jessica Tracy dell’Università della Columbia Britannica, che hanno condotto lo studio, una testa inclinata verso il basso può cambiare, ed in maniera anche abbastanza netta, il modo in cui il volto è percepito.
Nello specifico, chi ha la testa inclinata verso il basso può apparire più dominante e l’affetto sarebbe causato dal fatto che con una posizione del genere si ottiene l’effetto delle sopracciglia abbassate, quasi a formare una V. Questo a sua volta può suscitare percezioni di aggressività, dominio ed intimidazione.

Lo studio che hanno condotto ha visto la partecipazione di 101 persone e si è svolto on-line. I ricercatori hanno generato vari avatar con varie espressioni facciali e con tre posizioni della testa: inclinata verso l’alto di 10°, neutra oppure inclinata verso il basso di 10°. I partecipanti dovevano riferire le proprie sensazioni di fronte a queste facce artificiali.
I risultati mostravano chiaramente che gli avatar con una testa inclinata verso il basso generavano sensazioni di dominanza rispetto agli altri e ciò avveniva anche quando i partecipanti al sondaggio potevano vedere solo gli occhi e le sopracciglia.

Quest’ultimo particolare indicava che erano proprio le sopracciglia ad incutere la sensazione reverenziale.
In sostanza, come riferiscono gli stessi ricercatori, “inclinare la testa verso il basso può avere lo stesso effetto sulle percezioni sociali come l’abbassare le sopracciglia”.

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