Titano, scienziati propongono nuova missione con sciame di lander

Gli scienziati che hanno proposto la missione POSEIDON credono che ci sia anche la possibilità di inviare uno sciame di più lander che prelevino dati contemporaneamente mentre attraversano l'atmosfera di Titano (credito: Université de Paris/IPGP/CNRS/A. Lucas)

Una nuova proposta per analizzare tramite una sonda i laghi di metano liquido su Titano, una luna di Giove, è stata inoltrata da decine di scienziati all’agenzia spaziale europea. Per ora denominata POSEIDON, la missione dovrebbe essere simile ad un’altra missione che la NASA prevede di poter far partire negli anni 2030: Dragonfly, come spiega Universe Today.

L’esperienza con il lander Huygens

La prima volta che un oggetto umano ha toccato il suolo di Titano è stato nel 2005 quando un lander si sganciò dalla sonda Cassini il 25 dicembre 2004 atterrando sulla luna di Saturno il 14 gennaio 2005. Purtroppo riuscì a mandare i dati solo per poche decine di minuti. Si tratta dell’unico atterraggio compiuto da un oggetto umano su un corpo del sistema solare esterno. È stato anche il primo atterraggio eseguito su una luna diversa da quella terrestre.

Il lander della nuova missione POSEIDON

La nuova missione POSEIDON è abbastanza simile: prevede la partenza di un orbiter che, una volta collocatosi nell’orbita di Titano, dovrebbe far fuoriuscire il lander. Quest’ultimo non è stato pensato per atterrare veramente sulla luna di Saturno e per raccogliere i dati una volta atterrato. I dati dovrebbe raccoglierli mentre scende verso l’atmosfera, dati molto importanti riguardanti il profilo idrologico dei vari laghi.

Proposto anche uno sciame di lander

I ricercatori hanno proposto un’altra opzione: più lander, un vero e proprio sciame, di dimensioni più piccole, che farebbero la stessa cosa del lander precedente ma che potrebbero raccogliere più dati contemporaneamente.
Per il trasporto e per la fuoriuscita, nonché per il lancio controllato verso l’atmosfera, di uno sciame di lander si dovrebbe però affinare di molto la tecnologia odierna prima della data di lancio.

Dalla Terra non possiamo osservare molto

Gli obiettivi principali della missione POSEIDON, in ogni caso, saranno quelli di comprendere l’atmosfera di Titano, il suo profilo geologico e la sua eventuale abitabilità, ossia la possibilità che possa esserci vita. Dalla Terra non possiamo effettuare osservazioni molto utili perché Titano è avvolto da una densa atmosfera che ci nasconde la vista dalla superficie.

Il radar

Oltre ad essere dotato di uno spettrometro di massa, più potente di quello di Cassini, la sonda POSEIDON disporrà anche di un radar per sondare il terreno, una tecnologia che già oggi viene usata sulla Terra.

Possibilità di vita su Titano

Si pensa di Titano abbia qualche possibilità di ospitare la vita: i laghi liquidi potrebbero avere una loro biosfera e la missione POSEIDON, con l’orbiter e i suoi vari strumenti e con il lander, potrebbe offrirci informazioni molto utili per comprendere quanto sia davvero corposa questa possibilità.

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