Topi canori, ricercatori ne studiano cervello per comprendere disturbi comunicativi nell’autismo

Un gruppo di ricercatori ha studiato l’interessante topo canoro di Alston (Scotinomys teguina), un topo che vive di solito nelle foreste pluviali centroamericani e che è solito “cantare”: emette versi lunghi, intricati e diversi dagli squittii tipici dei topi, e lo fa alzandosi sulle due zampe posteriori, cosa che avvicina questo gesto ancora di più al canto.

Secondo una ricerca condotta dal neuroscienziato della New York university Michael Long, i versi emessi da questi topi sono unici nel senso che ognuno è diverso dall’altro. In questo senso si può dunque pensare anche che comunicano l’uno con l’altro come noi facciamo la parola.
Ai ricercatori interessa soprattutto come il cervello di questi topi si comporta controllando queste vere e proprie “conversazioni”.

Le loro emissioni sonore non sembrano disorganizzate ed imprevedibili, come è invece per il topo comune da laboratorio, ma si rivelano distintive. In particolare gli scienziati stanno analizzando come emettono questi suoni a turno, senza sovrapporsi null’altro, un po’ come avviene con una conversazione umana (anche se tra gli umani il ritardo tra il botta e il risposta di due interlocutori è comunque più breve e comunque la complessità del linguaggio e delle interazioni a livello comunicativo è ben più grande).

Nel tentativo di capire come il cervello di questi topi controlla questi scambi accuratamente sincronizzati, i ricercatori hanno trovato una particolare regione del cervello, denominata corteccia motoria, che in questi topi agisce come un”direttore d’orchestra”.
Questa ricerca, secondo gli stessi scienziati che l’hanno realizzata, potrebbe rivelarsi molto utile per studiare l’autismo negli esseri umani.

Fonti e approfondimenti

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