Toxoplasma gondii, ricercatori scoprono modalità di “riciclaggio” nella riproduzione

Toxoplasma gondii

Una modalità di riproduzione definita come “insolita” per quanto riguarda il parassita Toxoplasma gondii è stata scoperta da un gruppo di microbiologi dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco e dell’Università di Glasgow.

Di solito questo parassita è innocuo per gli esseri umani ma in alcuni casi, durante la gravidanza, può danneggiare lo sviluppo del feto
I ricercatori hanno scoperto una sorta di processo di riciclaggio messo in atto da questo parassita mediante un processo di “gemmatura interna”.

Per riconoscere e infettare le cellule, il Toxoplasma gondii utilizza degli organelli denominati rhoptrie e micronemi.
Il parassita, dopo aver sviluppato due cellule figlie nel citoplasma della cellula madre, rilascia le cellule figlie nella cellula infetta.

Le cellule figlie continuano poi a proliferare fino a quando l’infezione viene stabilita con successo. Quello che hanno scoperto che i ricercatori è che i micronemi delle cellule figlie non si riformano da zero ma vengono in qualche modo riciclati dalla cellula madre.
I componenti del micronema di quest’ultima, infatti, vengono divisi più o meno equamente tra le cellule figlie.

Secondo i ricercatori, questa azione di “riciclaggio” non si limita solo ai micronemi ma è un meccanismo generale per consentire il riassemblaggio degli organelli vitali affinché il parassita possa propagarsi.
“Inoltre, abbiamo dimostrato che i micronemi riciclati vengono trasportati da madre in figlia dai filamenti di actina del citoscheletro”, dichiara Markus Meissner, uno degli autori dello studio, che definisce questa funzione “completamente nuova” dato che fino ad ora si pensava che l’actina avesse un ruolo in questo parassita solo per quanto riguarda la motilità cellulare.

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