Transizione dalle scaglie alle piume nei dinosauri rivelata

I ricercatori dell’University College di Cork hanno scoperto che alcuni dinosauri piumati avevano anche aree di pelle squamosa simili ai rettili moderni. Questa rivelazione fa luce sul passaggio evolutivo dalle squame alle piume. Lo studio, pubblicato su Nature Communications, ha analizzato un esemplare di Psittacosaurus del primo periodo Cretaceo, rivelando la duplice natura della sua pelle.

Tecniche innovative svelano dettagli nascosti

Il team, guidato dal dottor Zixiao Yang e dalla prof.ssa Maria McNamara, ha utilizzato la luce ultravioletta (UV) per rilevare macchie cutanee conservate, invisibili alla luce naturale. Queste macchie mostravano una fluorescenza giallo-arancio. Ulteriori analisi con raggi X e luce infrarossa hanno esposto intricate strutture cellulari all’interno della pelle fossilizzata.

Una conservazione unica

Sorprendentemente, si è scoperto che la pelle fossilizzata era composta di silice, simile al vetro, un tipo di conservazione non precedentemente osservato nei fossili di vertebrati. Il dottor Yang sottolinea che molti fossili potrebbero contenere tessuti molli nascosti, in attesa di essere scoperti sotto la luce UV.

Implicazioni per l’evoluzione delle piume

Lo studio propone che lo sviluppo iniziale della pelle simile a quella degli uccelli fosse limitato alle regioni piumate, mentre altre parti conservavano scaglie rettiliane. Questo sviluppo a zone sarebbe stato cruciale per il mantenimento delle funzioni della pelle come la protezione contro l’abrasione e la disidratazione. Secondo il prof. McNamara, comprendere questo passaggio evolutivo è vitale per capire come le piume si sono evolute dalle scaglie dei rettili.

FAQ

Qual è stata la principale scoperta dello studio?

I ricercatori hanno scoperto che alcuni dinosauri piumati avevano anche zone di pelle squamosa simile a quella dei rettili moderni.

Quale dinosauro è stato studiato?

Il dinosauro studiato è stato il Psittacosaurus, risalente al Cretaceo inferiore.

Quali tecniche sono state utilizzate per analizzare la pelle fossile?

I ricercatori hanno utilizzato la luce ultravioletta, i raggi X e la luce infrarossa per analizzare la pelle fossile.

Cosa rende unica la pelle fossile scoperta?

La pelle fossile è composta da silice, simile al vetro, una conservazione mai trovata prima nei fossili di vertebrati.

Cosa suggerisce questa scoperta sull’evoluzione delle piume?

Suggerisce che la pelle simile a quella degli uccelli si sviluppò inizialmente solo nelle regioni piumate, mentre il resto della pelle rimase squamosa.

Chi ha condotto lo studio?

Lo studio è stato condotto da paleontologi dell’University College Cork, guidati dal Dr. Zixiao Yang e dalla Prof.ssa Maria McNamara.

Qual è il significato della scoperta per la paleontologia?

La scoperta fornisce nuove informazioni sull’evoluzione delle piume e la transizione dalle scaglie alle piume nei dinosauri.

Dove si trova attualmente il fossile studiato?

Il fossile di Psittacosaurus NJUES-10 è attualmente conservato presso l’Università di Nanchino in Cina.

Approfondimenti

  1. Cellular structure of dinosaur scales reveals retention of reptile-type skin during the evolutionary transition to feathers | Nature Communications
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