Trapianto di microbioma fecale utile per trattare Clostridioides difficile secondo studio

Ancora un nuovo studio mostra l’utilità del trapianto fecale. Questa volta ricercatori dell’Università di Birmingham hanno infatti dimostrato che i trapianti di microbioma fecale si rivelano utili nei pazienti con infezione da Clostridioides difficile.

I dati provengono dalla prima banca delle feci inglese autorizzata, una banca che fornisce il trattamento di trapianto fecale ai pazienti e che è regolata dal centro per il trattamento dei microbiomi della stessa università inglese.
I ricercatori hanno scoperto che nel 78% dei casi il trattamento interrompe il sintomo della diarrea nel paziente e che lo stesso sintomo non accenna a ritornare fino a 90 giorni dopo il trattamento.

Esistono antibiotici per trattare il Clostridioides difficile ma una buona percentuale dei pazienti a cui viene somministrato, compresa tra il 10 e il 20%, non risponde e l’infezione si ripresenta regolarmente.
La maggior parte delle infezioni da Clostridioides può derivare dalla morte dei batteri intestinali causata da antibiotici che vengono somministrati per altre tipologie di infezioni. Possono seguire la diarrea oltre al dolore addominale. Nei pazienti anziani o più deboli può essere anche fatale.

Il trapianto di microbioma fetale vede l’innesto nell’intestino del paziente infetto da questo batterio di batteri “buoni” prelevati dalle feci del donatore.
Gli stessi ricercatori credono che questa tipologia di trattamento si rivelerà utile nel tempo anche per combattere altre condizioni come la colite ulcerosa o malattie collegate al microbioma intestinale.

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