Trapianto di neuroni può prevenire convulsioni a seguito di trauma cranico

Neuroni inibitori trapiantati (verdi) innestati nell'ippocampo di un topo con trauma cranico (credito: Nature Communications, 2019; 10 (1) DOI: 10.1038/s41467-019-13170-w)

Un’innovativa terapia cellulare, definita nel comunicato stampa come rivoluzionaria”, è stata sviluppata da un gruppo di ricercatori dell’Università della California a Irvine. Nel loro studio su Nature Communications i ricercatori descrivono le modalità che hanno messo in atto per effettuare trapianti di interneuroni (cellule del sistema nervoso centrale) onde migliorare la precisione della memoria dopo un trauma cranico nei topi.

Le lesioni traumatiche del cervello colpiscono infatti milioni di persone ogni anno e possono causare morte cellulare localizzata o infiammazione nel cervello. Questi traumi possono portare poi a condizioni quale perdita di memoria o epilessia.
I ricercatori hanno trapiantato cellule progenitrici embrionali che possono generare interneuroni inibitori, una tipologia di cellula nervosa che è alla base dell’attività dei circuiti cerebrali. Gli esperimenti sono stati svolti su topi che avevano subito trauma cranico mentre il trapianto è avvenuto nell’area dell’ippocampo, una regione del cervello collegata alla memoria.

A seguito del trapianto i ricercatori scoprivano che i neuroni innestati in quell’area migravano nel punto della lesione e qui formavano nuove connessioni con le cellule cerebrali danneggiate. Già dopo un mese dal trapianto, i topi mostravano segni di miglioramento per quanto riguarda la memoria, segni che venivano analizzati tramite appositi test.
Inoltre i ricercatori notavano che il trapianto di queste cellule impediva ai topi di sviluppare l’epilessia, una condizione che si presentava in più della metà dei topi che avevano subito il trauma cranico.

“Anche se non possiamo impedire agli interneuroni di morire, è stato emozionante scoprire che possiamo sostituirli e ricostruire i loro circuiti”, dichiara Robert Hunt, professore di anatomia e neurobiologia della Scuola di Medicina dell’Università californiana e uno degli autori dello studio.
Lo stesso Hunt sottolinea l’importanza di questo risultato ammettendo che sono anni che i neurobiologi cercano di far ricrescere i neuroni che muoiono a seguito di una lesione cerebrale e che già in passato esperimenti con trapianti sono stati effettuati ma le cellule trapiantate non riuscivano a sopravvivere o non erano in grado di migrare nel punto della lesione e di interagire con i neuroni danneggiati o già presenti nell’area.

Naturalmente questi risultati dovrebbero essere replicati sull’uomo prima di poter gridare al vero successo ma se queste tecniche riuscissero anche sugli esseri umani l’impatto risulterebbe enorme per tutte le persone che hanno subito danni cerebrali a seguito di traumi. Il prossimo passo è quello di creare interneuroni con le cellule staminali umane.

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