Trasporto di microbi terrestri su Marte e Luna, NASA dovrebbe rivalutare linee guida

La NASA dovrebbe rivalutare i metodi che utilizza per evitare che le proprie sonde, astronavi e navicelle possano portare microbi dalla Terra su altri oggetti celesti, tipicamente pianeti e lune del nostro sistema solare.
È quanto suggerito da un rapporto realizzato da un comitato consultivo di agenzie indipendenti, rapporto poi ripreso sul sito di Science.

Nonostante proteggere gli altri pianeti e gli altri oggetti spaziali dalla eventuale diffusione della vita microbica portata dalla Terra da queste sonde, gli sforzi che vengono fatti per far sì che le stesse sonde e le stesse navicelle possano azzerare o diminuire questo pericolo sono troppo onerosi e in generale non hanno più senso.
Molte di queste pratiche, infatti, si rifanno alla conoscenza scientifica risalente agli anni 60 e 70 ma, come riferisce lo stesso rapporto, ma la conoscenza scientifica dei pianeti e delle lune del sistema solare è cambiata molto negli ultimi cinquant’anni.

Ad esempio oggi la Luna viene classificata ancora come molto interessante per quanto riguarda la possibilità di esistenza della vita e ciò vuol dire che ogni sonda o qualsiasi oggetto che la NASA manda sul nostro satellite naturale deve superare una lunga sequela dei procedimenti affinché poi possa partire per lo spazio.
Ad esempio le sonde vengono assemblate in “camere bianche” e molti dei componenti vengono impregnati di particolari sostanze chimiche per uccidere i batteri oppure vengono realizzate in speciali “forni”.

Lo stesso, anche se in misura minore, può essere detto per Marte: secondo il rapporto il pianeta rosso viene trattato come se i microbi che possono arrivare su di esso tramite sonde o navicelle partita dalla Terra possano sopravvivere senza problemi e possano replicarsi sostanzialmente tutto il pianeta.
Secondo il rapporto durante le esplorazioni della Luna e di Marte dei prossimi decenni la NASA dovrebbe stabilire due zone, una protetta da esplorare per capire la possibilità di vita autoctona, esistente oppure estinta, ed un’altra relegata alla esplorazione umana, inevitabilmente esposta ai microbi che in ogni caso accompagnano gli umani ovunque mettano piede.

Sempre secondo il rapporto, la stessa NASA dovrebbe inoltre rimodulare le linee guida riguardo alla protezione dei campioni raccolti da sonde e trasportati sulla Terra, una cosa che dovrebbe avvenire, per esempio, con la prossima missione Mars 2020.
Dato che la Terra è stata “bombardata” da meteoriti originatisi proprio da Marte per milioni di anni e dato che non è avvenuto alcun danno biologico noto, tali rischi dovrebbero essere rivalutati anche se nello stesso rapporto viene comunque sottolineato che resta importante impedire ai microbi terrestri di contaminare campioni raccolti dal rover su Marte.

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