Tre pianeti che stanno per essere inghiottiti dalle stelle scoperti dagli scienziati

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Tre pianeti che molto probabilmente a breve saranno letteralmente inghiottiti dalle stelle intorno alle quali orbitano sono stati scoperti da un team di ricercatori che ha usato i dati raccolti durante la missione del telescopio spaziale TESS della NASA. I ricercatori calcolano che uno dei pianeti, denominato TOI-2337b, potrebbe terminare in questo modo la sua esistenza in solo 1 milione di anni. Si tratta del lasso di tempo più breve mai stimato riguardo alla fine di un pianeta.

Scoperte molto importanti

Secondo Samuel Grunblatt, ricercatore dell’American Museum of Natural History e del Flatiron Institute di New York, l’autore principale dello studio poi pubblicato sull’Astronomical Journal, si tratta di scoperte molto importanti perché aumentano la comprensione e che abbiamo degli esopianeti e in particolare di come si evolvono nei loro sistemi planetari.

TOI-2337b, TOI-4329b e TOI-2669b

I tre pianeti scoperti dai ricercatori, TOI-2337b, TOI-4329b e TOI-2669b, hanno tutti una massa compresa tra 0,5 e 1,7 volte la massa di Giove. Anche la grandezza più o meno simile a quella di Giove. I livelli di densità, invece, sono abbastanza diversi.
I dati sono stati raccolti dal telescopio spaziale TESS tra il 2018 e il 2019. Sono stati identificati dagli stessi membri del team di Grunblatt e la conferma è avvenuta grazie ai dati raccolti dall’Osservatorio WM Keck alle Hawaii.

Si stanno avvicinando a spirale verso le stelle

Gli stessi dati relativi alle orbite suggeriscono fortemente che questi pianeti si stanno avvicinando a spirale verso le stelle intorno alle quali orbitano. Proprio perché si stanno avvicinando alle loro stelle, la loro temperatura sta aumentando sempre di più e ciò ha provocato anche un rigonfiamento delle atmosfere.
Probabilmente andranno a schiantarsi contro le stelle ma esiste anche la possibilità, come fanno notare i ricercatori, che possano scontrarsi con altri pianeti presenti nei loro sistemi dato che, avvicinandosi tutti alle loro stelle, le probabilità che possano scontrarsi si alzano sempre di più.

Osservazioni più approfondite con il James Webb

I ricercatori sperano che con il telescopio spaziale James Webb, lanciato a Natale dell’anno scorso, si possano effettuare in futuro osservazioni più approfondite di questi interessanti sistemi anche per capire la eventualità della presenza di acqua di anidride carbonica nelle loro atmosfere. Con i dati del James Webb si potrebbe capire di più riguardo all’origine dei pianeti e delle loro interazioni.

Note

  1. TESS Giants Transiting Giants. I.: A Noninflated Hot Jupiter Orbiting a Massive Subgiant – IOPscience (DOI: 10.3847/1538-3881/ac38a1)

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