Trombosi venosa cerebrale in aumento negli Stati Uniti soprattutto in uomini e donne più anziane

L’incidenza della trombosi venosa cerebrale (CVT) risulterebbe maggiore di quanto calcolato in precedenza e sarebbe aumentata nel corso del tempo negli Stati Uniti secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Neurology.
L’aumento si sarebbe verificato soprattutto negli uomini e nelle donne più anziane. Inoltre gli stessi ricercatori hanno scoperto che l’incidenza di questa condizione è più alta nelle persone di colore rispetto ai soggetti di altri gruppi razziali o etnici. “La nostra scoperta che i neri hanno un tasso più elevato di CVT rispetto alle persone di altri gruppi razziali ed etnici è preoccupante, tuttavia la nostra analisi non è stata progettata per esaminare le ragioni”, dichiara Fadar Oliver Otite, ricercatore della SUNY Upstate Medical University di Syracuse, l’autore dello studio.

Gli stessi studiosi confermano che la condizione rimane comunque in generale più comune nelle donne più giovani e ciò sarebbe causato dal maggior utilizzo di pillole anticoncezionali e dalla gravidanza. In quest’ultima popolazione, quella relativa a donne con un’età compresa tra i 18 e i 44 anni, non sono stati riscontrati aumenti della diffusione.
La trombosi venosa cerebrale si verifica quando il sangue si coagula pericolosamente in una vera del cervello, cosa che impedisce lo stesso sangue di defluire in quest’area. Tra i sintomi possono esserci mal di testa, nausea e visione offuscata e, più raramente, gonfiore e sanguinamento celebrale. Solo quando è grave, ma raramente, può portare a ictus o a danni permanenti al cervello.

I ricercatori hanno usato i dati di ospedali dello Stato di New York e di quello della Florida per un totale di 5567 casi di trombosi venosa cerebrale. Hanno quindi confrontato questi dati con quelli relativi al censimento di questi Stati per verificare l’incidenza confrontata alla popolazione.
I ricercatori scoprivano che l’incidenza di CVT negli Stati Uniti è passata da una stima di 13,9 casi per milione nel 2006 ad una stima di 20,2 casi per milione 2014.

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