Troppi carboidrati raffinati possono provocare insonnia, soprattutto in donne in post-menopausa

Uno studio conferma che la dieta può essere, almeno in parte, responsabile dell’insonnia. I ricercatori del Vagelos College of Physicians and Surgeons della Columbia University hanno infatti scoperto che nelle donne in post-menopausa che consumano diete ricche di carboidrati raffinati, e ancora più in particolare di carboidrati raffinati con zuccheri aggiunti, c’è un rischio maggiore di incorrere nell’insonnia.

I ricercatori trovavano riscontro, infatti, in quelle donne in cui la dieta era maggiormente composta da verdure, fibre e frutta intera (non succhi): queste ultime, rispetto al primo gruppo, mostravano una probabilità minore di insonnia.
Come spiega James Gangwisch, autore senior dello studio, molto spesso, forse troppo, l’insonnia è trattata con la terapia comportamentale cognitiva oppure con i farmaci; tuttavia altrettanto spesso la stessa insonnia può essere contrastata agendo in maniera molto più semplice ed economica sulla propria dieta.

Lo studio è apparso sull’American Journal of Clinical Nutrition. Non è il primo che trova un legame tra i carboidrati raffinati e l’insonnia ma, come riferisce il comunicato stampa che presenta questo nuovo studio, spesso questi risultati sono stati incoerenti oppure gli stessi studi non hanno seguito nel tempo i soggetti analizzati.

Il nuovo studio si è avvalso dei dati di 50.000 partecipanti donne. I ricercatori hanno scoperto che quando c’è un indice glicemico più elevato e dunque un aumento della glicemia, causati da una dieta con carboidrati altamente raffinati come il pane bianco, il riso bianco o anche le bibite zuccherate, il corpo reagisce rilasciando insulina e il calo di zuccheri che ne segue a sua volta porta ad un rilascio di ormoni quali cortisolo e adrenalina che a loro volta possono interferire con il sonno, come spiega Gangwisch.

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