Troppo allenamento può non far bene all’umore secondo nuovo studio

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Secondo un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Istituto di ricerca sullo sport dell’Universitat Autònoma de Barcelona, pubblicato su PeerJ,[2] il carico delle sessioni di allenamento dovrebbe essere monitorato attentamente, anche con l’ausilio degli strumenti di misurazione della frequenza cardiaca, non solo per prevenire gli infortuni ma anche per ciò che concerne la sfera degli stati d’animo.

Studio è durato sei settimane

I ricercatori hanno realizzato il proprio studio analizzando gli effetti delle varie intensità dell’allenamento sportivo a cui venivano sottoposti vari ciclisti su strada. Si sono interessati in particolare agli stati d’animo e alle capacità degli atleti di adattarsi a carichi di allenamento o più massicci.
Lo studio è durato sei settimane e ha coinvolto cinque ciclisti dilettanti. I dati erano composti dalle risposte che i ciclisti dovevano dare a vari questionari e a varie analisi fisiche tra cui la variabilità della frequenza cardiaca, misurata la mattina dopo l’allenamento.

Scoperte su variabilità della frequenza cardiaca e umore

I ricercatori scoprivano che quando l’allenamento era più intenso, il giorno successivo l’umore risultava più basso ed era anche più bassa anche la variabilità della frequenza cardiaca (heart rate variability, HRV). Quando l’HRV risultava invece più alto, il dato poteva essere collegato ad un umore migliore. Secondo i ricercatori questo dimostra che esiste un collegamento tra l’HRV gli stati dell’umore.

Quando un atleta deve mettersi a riposo

Carla Alfonso, ricercatrice del Dipartimento di Psicologia di Base dell’UAB e una delle autrici dello studio, spiega che l’obiettivo era capire fondamentalmente il collegamento tra l’allenamento, la variabilità della frequenza cardiaca e l’umore. I risultati potrebbero essere d’aiuto per capire quando un atleta deve mettersi a riposo e quando il suo sistema comincia ad essere saturo o anche per capire quali sono i migliori vari livelli di intensità degli allenamenti a cui si sottopone.

Sistema di monitoraggio degli allenamenti

Secondo Lluís Capdevila, professore allo stesso istituto, questi risultati rappresentano uno dei primi passi per realizzare un sistema di monitoraggio basato non solo sui carichi dell’allenamento ma anche sugli stati d’animo e sulla variabilità della frequenza cardiaca. In questo modo gli atleti potrebbero adattarsi meglio ad allenamenti personali e più specifici anche con l’obiettivo di prevenire le lesioni che spesso vengono causate proprio dal sovrallenamento.

Note e approfondimenti

  1. Excessive sports training may have negative effects on mood state – Universitat Autònoma de Barcelona – UAB Barcelona
  2. Heart rate variability, mood and performance: a pilot study on the interrelation of these variables in amateur road cyclists [PeerJ] (DOI: 10.7717/peerj.13094)

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