Troppo fruttosio può peggiorare effetti infiammatori di malattie infiammatorie intestinali

L'immagine che accompagna lo studio realizzato dai ricercatori della Stony Brook (credito: DOI: 10.1016/j.jcmgh.2020.09.008, Cellular and Molecular Gastroenterology and Hepatology)

L’infiammazione relativa alle malattie infiammatorie intestinali (IBD) può essere peggiorata dal consumo di fruttosio secondo un nuovo studio pubblicato su Cellular and Molecular Gastroenterology and Hepatology e realizzato da David Montrose, ricercatore della Stony Brook University.
I tassi di IBD sono in aumento in tutto il mondo e gli esperti credono che sia soprattutto la dieta occidentale, che comprende evidentemente un consumo troppo alto di fruttosio, ad essere collegata. Questa stessa dieta può essere inoltre collegata ai tassi sempre più alti di obesità e di diabete.

Lo afferma chiaramente anche lo stesso Montrose: la diffusione sempre più grande di IBD sembra essere parallela ai livelli sempre maggiori di consumo di fruttosio, non solo negli Stati Uniti ma anche negli altri paesi. Secondo lo scienziato i risultati conseguiti da questo studio offrono un’ulteriore prova del fatto che un consumo troppo alto di fruttosio può esacerbare questa malattia. E si tratta di un risultato importante perché fornisce una guida sulle scelte dietetiche dei soggetti che già soffrono di questo disturbo, un suggerimento che spesso manca.

Il ricercatore ha svolto esperimenti sui topi. Un gruppo dei roditori è stato alimentato con quantità elevate di fruttosio e ciò peggiorava negli animali l’infiammazione al colon. Inoltre il quantitativo alto di fruttosio provocava anche degli effetti sui batteri intestinali come cambiamenti nel metabolismo, nel loro tipo e nella loro localizzazione all’interno dello stesso colon.
I ricercatori guidati da Montrose vogliono però espandere questa ricerca anche per capire quali possono essere gli interventi più proficui onde prevenire questi effetti pro infamatori del fruttosio.

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