Troppo tempo nello spazio procura danni al cervello, lo studio su 5 cosmonauti

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Dopo aver analizzato gli effetti della permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale di cinque cosmonauti russi, un team di ricercatori è giunto alla conclusione che trascorrere troppo tempo nello spazio può causare danni al cervello. Lo studio è disponibile sulla rivista JAMA Neurology.[1]
In realtà molti effetti della permanenza nello spazio sul corpo umano, in particolare sul cervello, sono già noti e questo è uno studio che conferma che, prima di iniziare un’era spaziale in cui i viaggi saranno della durata di molti mesi o anni o che vedrà comunque una permanenza umana nello spazio prolungata, si dovrà prima mettere a punto qualche soluzione.

Campioni di sangue di cinque cosmonauti

I campioni di sangue dei cinque cosmonauti, rimasti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale per una media di 169 giorni, sono stati raccolti prima della partenza della missione e subito dopo il ritorno a terra. Il sangue è stato poi prelevato anche una settimana dopo l’atterraggio e tre settimane dopo.
I ricercatori hanno potuto valutare la salute del cervello tramite i marcatori presenti nel sangue; è la prima volta per un volo spaziale con durata così lunga.

Lesioni delle fibre nervose presenti nella sostanza bianca

I ricercatori scoprivano un aumento del numero di diverse proteine nel cervello e alcuni di questi aumenti si rivelavano più massicci durante la prima settimana dopo il ritorno a terra (sempre rispetto ai valori dei campioni prelevati prima della partenza).
I marcatori indicavano lesioni delle fibre nervose presenti nella sostanza bianca del cervello e nel tessuto circostante, la glia. I ricercatori hanno inoltre notato un aumento, ancora più grande, per due varianti della proteina beta-amiloide. L’aumento di quest’ultima ha caratterizzato tutto il periodo di tre settimane dopo l’atterraggio ed è certamente collegato al periodo trascorso sulla stazione spaziale.

Lesioni cerebrali lievi ma comunque durature

Secondo Peter zu Eulenburg, uno dei ricercatori dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera (LMU) impegnati nello studio, si tratta di risultati che mostrano lesioni cerebrali lievi ma comunque durature e un certo livello di neurodegenerazione accelerata.
Inoltre tutti i principali tessuti del cervello sembravano essere colpiti dall’effetto. Si citano anche, nel comunicato della LMU che presenta lo studio, i risultati raggiunti da ricerche precedenti riguardanti un abbassamento della vista avvenuto in diversi astronauti dopo missioni a lungo termine.

Deflusso venoso nella testa causato dalla microgravità

Secondo i ricercatori l’aumento di queste proteine all’interno del cervello può essere causato da un deflusso venoso nella testa a sua volta causato dalla microgravità. Un meccanismo del genere, sul lungo periodo, potrebbe portare ad un aumento del liquido cerebrospinale e ad una maggiore pressione sulla materia bianca e sulla materia grigia.
Gli stessi ricercatori ammettono che altri studi dovrebbero essere condotti sugli effetti della microgravità sul cervello umano per capire come ridurre e minimizzare questi rischi neurologici per le missioni esplorative nello spazio di lunga durata. Il riferimento maggiore é sicuramente al viaggio dei primi esseri umani su Marte.

Note e approfondimenti

  1. Changes in Blood Biomarkers of Brain Injury and Degeneration Following Long-Duration Spaceflight | Traumatic Brain Injury | JAMA Neurology | JAMA Network (IA) (DOI: 10.1001/jamaneurol.2021.3589)

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