Trovata connessione tra batterio presente nell’intestino e depressione

Piastra di Petri con kle1738 e batteri dalle feci umane (credito: Philip Strandwitz / Northeastern University)

Tramite una ricerca pubblicata su Nature Microbiology un gruppo di ricercatori internazionale ha scoperto la presenza di un particolare gruppo di batteri, presenti dell’intestino umano, che mostrano connessioni con la depressione.
I ricercatori hanno prima isolato in laboratorio un batterio, denominato KLE1738 o Evtepia gabavorous (nome proposto dai ricercatori), che mostrava una dipendenza “sorprendente” dall’acido gamma-aminobutirrico (GABA), una sostanza presente nel cervello.

Si tratta della prima volta in cui viene segnalata l’esistenza di un batterio dipendente dal GABA. Questo batterio è stato rilevato in quasi il 20% dei microbioma intestinale umani ed è fortemente connesso al batterio Bacteroides fragilis, anch’esso presente nella microbioma intestinale, di cui ha bisogno per crescere. In seguito a varie altre analisi e test, gli scienziati hanno isolato il GABA come fattore di crescita prodotto dai Bacteroides fragilis.

La connessione di quest’ultimo con la depressione è avvenuta poi quando i ricercatori hanno analizzato campioni di feci e hanno fatto risonanze magnetiche funzionali dell’attività cerebrale di 23 soggetti affetti da depressione. I ricercatori trovavano una relazione inversa tra l’abbondanza relativa di Bacteroides e la connettività funzionale in una parte del cervello associata ad attività elevata durante la depressione.

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