Trovato vasto delta di fiume su Marte, nuova prova di oceano esistito 3,7 miliardi di anni fa

Immagine del Mars Orbiter della NASA che riprende rocce marziane scavate dall'acqua (credito: NASA)

Un’ulteriore prova del fatto che su Marte una volta ci fosse un oceano e un ciclo idrico simile a quello esistente sulla Terra è stata trovata da un gruppo di ricercatori. Questi ultimi, analizzando i depositi di sedimenti nelle Hypanis Valles, una particolare struttura geologica di Marte che si pensa fosse una volta un sistema fluviale, hanno trovato quelli che sembrano essere i resti di un delta, probabilmente il luogo di incontro di un fiume che si riversava in un oceano.

La ricerca, pubblicata su Earth and Planetary Science Letters, si è interessata alla zona a nord-sud del pianeta rosso, una zona, tra l’altro, che separa gli altopiani meridionali dalle pianure settentrionali.
Quest’ area, tra l’altro proposta come un possibile sito di atterraggio del rover per la prossima missione ExoMars 2020, suggerisce la presenza antica di un grosso specchio d’acqua che probabilmente copriva tutta la parte settentrionale del pianeta.

Secondo Joel Davis, ricercatore impegnato nello studio, “Un oceano marziano significa che Marte probabilmente aveva un ciclo idrico simile alla Terra, con fiumi, laghi e oceani, i quali probabilmente interagivano come parte di un sistema planetario. Pensiamo che questo ciclo idrologico simile alla Terra sia stato attivo circa 3,7 miliardi di anni fa, e che abbia iniziato a scomparire qualche tempo dopo”, circa un centinaio di milioni di anni dopo, secondo i ricercatori.

Gli oceani e tutte le parti coperte di acqua si asciugarono, probabilmente a causa di un cambiamento climatico. L’acqua non sarebbe del tutto scomparsa ed evaporata nello spazio, in ogni caso: si pensa che ci siano ampie zone di acqua ghiacciata e che ci sia anche un lago sotterraneo.

Un’immagine che accompagna lo studio e che mostra una mappa dei sedimenti delle Hypanis Valles (credito: Peter Fawdon et al./Science Direct/Earth and Planetary Science Letters)

Fonti e approfondimenti



Condividi questo articolo

Resta aggiornato su Facebook: clicca su “Mi piace questa pagina”


Commenta per primo

Rispondi