Trovate ossa di più di 200 mammut in cantiere edile a Città del Messico

Ricercatori e paleontologi continuano a trovare resti di scheletri di mammut in un sito nei pressi di un cantiere edile dell’aeroporto o dei Città del Messico. Il numero di scheletri di mammut ritrovati ha oramai superato le 200 unità e c’è ancora molto alto da scavare, fanno sapere i ricercatori. Si prevede che gli stessi scavi possano terminare solo nella 2022.
Tutti questi mammut sarebbero morti nei pressi di un terreno paludoso, probabilmente il letto di un antico lago quasi prosciugatosi, che avrebbe attratto, probabilmente bloccato o intrappolato, migliaia di mammut nel corso del tempo.

E secondo i ricercatori ci sono anche tracce del fatto che gli esseri umani avrebbero utilizzato parte di queste ossa per costruire strumenti. Oltre alle ossa di 200 singoli mammut, i ricercatori hanno trovato anche ossa di 25 cammelli di 5 cavalli, come spiega alla Associated Press Rubén Manzanilla López, archeologo dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia.
Questo sito, tra l’altro, è poco distante (circa una ventina di km) da altri in cui sono presenti dei pozzi artificiali costruiti da esseri umani per intrappolare i mammut. Con questi pozzi-trappola gli antichi esseri umani di questi luoghi sarebbero riusciti ad uccidere dozzine di mammut.

Secondo i ricercatori, in ogni caso, il sito dell’aeroporto sarà importantissimo per confermare o confutare le teorie che sono state fatte riguardo all’estinzione di questi animali. Le teorie principali vertono su due fattori secondo molti non contrapposti: un cambiamento climatico più o meno improvviso e la caccia messa in atto dagli esseri umani.

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