Trovate tracce di grasso in fossile di Dickinsonia, ricercatori: è il più antico animale conosciuto

Fossile di Dickinsonia (credito: Australian National University)

La dickinsonia torna alla ribalta. Parliamo di un organismo fossile abbastanza misterioso che potrebbe essere il più antico animale conosciuto per quanto riguarda la documentazione fossile. La questione è proprio questa: quest’organismo era un animale oppure un fungo, un’ameba gigante, una pianta o un protozoo (un organismo unicellulare)?

Le ricerche sui fossili di dickinsonia ritrovati finora non hanno mai dato una risposta concreta. Sappiamo che era un essere vivente che poteva essere grande fino a 1,4 metri di lunghezza e che era caratterizzato da segmenti simili a costole che percorrevano tutto il corpo.
Sappiamo anche che è vissuto nel periodo dell’Ediacarano, da 571 a 541 milioni d’anni fa, un periodo che precede il Cambriano, noto per essere stato un periodo nel quale la vita letteralmente esplose differenziandosi in moltissime specie.

Ora una nuova ricerca, apparsa su Science e realizzata da ricercatori dell’Università Nazionale Australiana (ANU), crede di aver trovato una risposta all’enigma dopo aver analizzato un fossile di dickinsonia ben conservato e trovato in antiche rocce nel nordovest della Russia, sulle scogliere del del Mar Bianco.
In particolare i ricercatori dichiarano di aver trovato, tramite una particolare tecnica per l’individuazione di biomarcatori denominata gascromatografia-spettrometria di massa, delle molecole di grasso fossile, una sorprendente abbondanza di molecole di colesterolo per la precisione, segnale del fatto che ci troviamo di fronte a quello che era un animale.

C’è di più: secondo Jochen Brocks della ANU “Le molecole di grasso fossile che abbiamo trovato dimostrano che gli animali erano grandi e abbondanti 558 milioni di anni fa, milioni di anni prima di quanto si pensasse in precedenza”.
I ricercatori sono convinti di aver risolto il mistero: “Il grasso fossile conferma ora il dickinsonia come il fossile animale più antico conosciuto, una cosa che risolve un mistero plurisecolare che è stato il Santo Graal della paleontologia”.

La cosa più interessante di questo studio, forse, non sta neanche tanto nella risoluzione dell’enigma (soluzione che potrebbe anche essere, in futuro, contestata da qualche altro ricercatore, come spesso avviene in questi casi quando una verità assoluta è molto difficile da trovare) ma nel fatto che è possibile rilevare tracce di materia organica molecolare, sotto forma di lipidi in questo caso, dopo 558 milioni di anni.

Fonti e approfondimenti



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