Trovati resti di 9 Neanderthal nella Grotta Guattari al Circeo in Italia

Alcuni di resti di Neanderthal trovati dai ricercatori nella Grotta Guattari al Circeo (credito: Ministero dei Beni Culturali)

Il ritrovamento di diversi resti di nove uomini di Neanderthal è stato fatto nei pressi della grotta Guattari a San Felice Circeo, un comune in provincia di Latina, secondo quanto riferisce un comunicato del Ministero della Cultura. Tra i resti ritrovati ci sono quelli di una calotta cranica e di altri frammenti di cranio nonché pezzi di una mandibola, denti, pezzi di femori e altri resti ossei.
Secondo i ricercatori che hanno effettuato gli scavi, si tratterebbe di individui che non sarebbero vissuti nello stesso periodo. Otto dei soggetti, infatti, sarebbero vissuti tra 50.000 e i 68.000 anni fa mentre un altro sarebbe vissuto tra 90.000 e 100.000 anni fa (da notare che i Neandertal si sono estinti all’incirca 40.000 anni fa).

Secondo il ministro italiano Dario Franceschini si tratta di una scoperta straordinaria ed in effetti è sensazionale il fatto che questi importanti resti siano stati ritrovati in una grotta che viene studiata, in termini di possibili ritrovamenti archeologici o paleoantropologici, già da diversi decenni. Già nel 1939, per esempio, furono trovati resti di tre altri Neandertal nello stesso luogo.
Nuovi scavi, con la collaborazione di esperti e ricercatori dell’Università di Tor vergata a Roma e della Soprintendenza Archeologica di Latina, sono iniziati nell’ottobre del 2019 quando i ricercatori si sono resi conto che c’era una sezione della grotta che non era stata mai esplorata.

La particolarità principale di questa grotta, in termini di preservazione di questa tipologia di reperto, sta nel fatto che è crollata circa 60.000 anni fa. Ciò significa che tutti i resti, soprattutto quelli di natura ossea, sono rimasti al suo interno al riparo dagli agenti atmosferici soprattutto dagli animali praticamente indisturbati per decine di migliaia di anni.
Oltre ai resti di Neanderthal i ricercatori hanno scoperto anche resti di alcuni animali tra cui rinoceronti, cervi, cavalli selvatici, uri (bovini estinti) e iene.

A proposito di quest’ultimi animali, le iene, i ricercatori hanno avanzato un’ipotesi interessante: alcune delle ossa mostravano segni abbastanza chiari di rosicchiamento e gli esperti ne hanno dedotto che, per un certo periodo, questa grotta, o comunque parte di essa, deve essere servita come tana per questi animali che hanno vissuto in questa zona fino a circa 50.000 anni fa.
È dunque possibile che le ossa dei Neandertal ritrovate all’interno della grotta siano il risultato della predazione e del trascinamento dei corpi da parte delle iene nelle tane.

Probabilmente gli animali riuscivano ad avere la meglio soprattutto sui soggetti più vulnerabili, come bambini, anziani o malati. Oppure, dato che le iene sono conosciute comunque come abili “spazzini” dei corpi in decomposizione, gli stessi animali potrebbero essersi imbattuti in cadaveri di Neanderthal che avrebbero trascinato all’interno della tana. In ogni caso uno studio scientifico riguardo a questo ritrovamento non è stato ancora pubblicato e tutte quello che si sa è relativo ai comunicati stampa ufficiali pubblicati sul sito del Ministero della Cultura.[1]

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Note e approfondimenti

  1. neanderthal – Ministero della cultura (IA)

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