Trovati resti di cinque navi naufragate 2000 anni fa nei pressi di isola greca

I resti di un'anfora trasportata da una delle navi naufragata intorno all'isola di Levitha (credito: Anastasis Agathos, Ephorate of Underwater Antiquities)

I resti di cinque naufragi avvenuti oltre 2000 anni fa sono stati rinvenuti sui bassifondi delle aree marine intorno all’isola greca di Levitha.
Si tratta di reperti che gli stessi ricercatori considerano molto importanti e significativi, come riferito anche da un comunicato emesso dal Ministero della Cultura della Grecia.

Sono stati identificati in totale cinque relitti; tre di essi risalgono risalgono al II e al I secolo a.C., mentre gli altri due risalgono al II secolo d.C..
Si trattava di navi cariche di merci molte delle quali rappresentate da vasi e anfore che contenevano quelli che allora erano considerati come liquidi preziosi, ossia vino e olio.

Secondo il comunicato del ministero greco, le anfore provenivano da città quali Rodi, Fenicia e Cartagine nonché Cnido e Kos.
In questo periodo la dinastia antigonide governava il commercio marino di questa parte del Mediterraneo che proprio durante questi secoli fu molto attivo tanto che il Mar Egeo era uno dei più “trafficati” del mondo.

Tre vari reperti è stata individuata anche una grande ancora, una sorta di palo di ancoraggio in granito di 400 kg lungo circa 45 metri. Si pensa che questa ancora, che risale al VI secolo a.C., servisse per una nave molto grande.
I relitti sono stati scoperti durante ispezioni subacquee svoltesi dal 15 al 29 giugno coadiuvate dall’archeologo George Koutsouflakis.

L’area intorno all’isola di Levitha sarà ulteriormente ispezionata nel corso dei prossimi anni così come le regioni marine intorno alle isole di Mavria, Glaros e Chinaros.

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