Trovato osso di ragazza figlia di un denisovano e di una neanderthaliana

L'osso analizzato dai ricercatori (credito: Thomas Higham, University of Oxford)

Un osso trovato nella valle di Denisova in Russia nel 2012 rappresenta la prima prova concreta di progenie derivante da due diverse specie di antichi umani.
Dopo aver effettuato un’analisi del genoma della frammento osseo, i ricercatori hanno scoperto innanzitutto che si trattava di una adolescente e quindi che era figlia di una madre Neanderthal e di un padre denisovano, due distinti gruppi di ominidi che si sono separati l’uno dall’altro circa 390.000 anni fa.

Quest’ultimo, in particolare, rappresenta un misterioso gruppo di esseri umani la cui scoperta si deve proprio a ritrovamenti effettuati nelle grotte siberiane dal 2011.
Si tratta della prima prova ma in effetti i ricercatori già sapevano che denisovani e neandertaliani si erano uniti nella zona europea e in Asia in quanto, considerando i genomi odierni, in molte persone sono presenti geni di queste specie di esseri umani antichi.

La scoperta si rivela comunque sensazionale, come affermato dalla stessa Johannes Krause, esperta di DNA e ricercatrice dell’Istituto Max Planck per la Scienza della storia umana a Jena, in Germania. Si tratta del figlio di due diversi gruppi di ominidi ed è la prova che molti incroci, a livello riproduttivo, sono avvenuti prima della comparsa dell’uomo moderno.

Secondo le analisi, il frammento osseo apparteneva ad una ragazza di almeno 13 anni e il genoma corrispondeva in misure approssimativamente uguali a quello dei Neandertaliani e a quello dei denisovani.
L’analisi ha inoltre mostrato che il padre denisovano aveva avuto già lontani antenati Neandertaliani, forse centinaia di generazioni addietro.

Fonti e approfondimenti



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