Trovato topo ad un’altitudine di 6730 metri, è record per i mammiferi

I ricercatori si sono spinti fino ad oltre 6700 metri di altitudine sulle vette del vulcano Llullaillaco in Cile (credito: Storz et al., biorXiv, doi: 10.1101/2020.03.13.989822)

Potrebbe essere il mammifero che vive alle maggiori altitudini mai scoperto prima quello individuato da un team di ricercatori pochi mesi fa tra le alture del vulcano Llullaillaco, il vulcano più alto del mondo, situato al confine tra Cile e Argentina.
Il roditore è stato trovato, nel corso di una prima ricerca, ad un’altitudine di 6190 metri, in un’area in cui, solo apparentemente, non sembra esserci nulla, anche a livello di vegetazione, anche perché il vulcano si trova ai lati del deserto di Atacama, un altro luogo arido, con poche piogge e con grossi sbalzi di temperatura tra la notte e il giorno.

Dopo aver effettuato questa scoperta, il biologo dell’Università del Nebraska a Lincoln, Jay Storz, ha voluto effettuare una seconda spedizione solo per trovare roditori. Anche in questo caso ha avuto successo: ha trovato un altro topo della stessa specie, il Phyllotis xanthopygus rupestris, detto anche dopo dalla groppa gialla, ad un’altitudine ancora maggiore di 6730 metri.
I ricercatori hanno poi trovato topi appartenenti ad altre specie, comunque abbastanza simili, tutti catturati con delle piccole trappole nel mese di febbraio, una spedizione resa difficile dal fatto che si può rimanere a queste altitudini solo per pochi minuti dato il basso livello di ossigeno e anche la metereologia strana a queste altezze.

Nel susseguente studio, pubblicato poi su biorxiv, i ricercatori hanno poi analizzato questi topi. Il Phyllotis xanthopygus è una specie che vive nei pressi delle montagne delle Ande ma che non era stato mai individuato a questa altezza (di solito può essere trovato ai livelli del mare). Questo significa che il topo si è spinto ad un’altitudine di quasi sette chilometri, un cambio di habitat, in termini di altezza, che praticamente nessun’altra specie fa.
I ricercatori hanno trovato anche un Phyllotis limatus (topo dalle orecchie a foglia di Lima) ad un’altezza di poco più di 5 km e anche in questo caso è stato superato il record per questa specie. Le altre due specie sono state trovate vicino o praticamente al loro massimo di altitudine a cui erano già state trovate in precedenza.

Questo studio mostra, come spiega Storz, che probabilmente sono sempre stati sottovalutati i limiti e le capacità fisiologiche degli animali, in questo caso dei mammiferi, in relazione alle altitudini a cui possono vivere.
Per quanto riguarda il cibo, i ricercatori hanno ipotizzato che i topi a queste altitudini possano cibarsi di resti fatti volare dal vento anche se questa non è probabilmente l’unica fonte di cibo di questi roditori la cui dieta per ora rimane sconosciuta. Quel che è certo è che innescano un’ampia serie di cambiamenti fisiologici a livello di metabolismo e di sistema cardiovascolare per poter resistere ad altitudini del genere.

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