Tumore alla prostata, nuova formulazione “rivoluzionaria” per l’abiraterone acetato

Abstract grafico dello studio (credito: DOI: 10.1016/j.ijpharm.2020.119264 , International Journal of Pharmaceutics)

Si parla di una “scoperta rivoluzionaria” per quanto riguarda il trattamento del cancro alla prostata in un nuovo comunicato diffuso alle agenzie dell’Università dell’Australia Meridionale.
La nuova formulazione è relativa all’abiraterone acetato, commercializzato anche sotto il nome di Zytiga, e potrebbe, secondo gli scienziati dell’istituto australiano, migliorare la qualità delle persone che soffrono di tumore alla prostata.

A suggerirlo sono gli studi gli esperimenti condotti dagli stessi ricercatori secondo i quali questa formulazione nuova risulterebbe più efficace rispetto a quelle tradizionali fino al 40% in più.
La nuova formulazione, da assumere per via orale, consente dosi più piccole del farmaco e ridurrebbe anche degli effetti collaterali, tra cui diarrea e gonfiore articolare.

“Molti farmaci sono scarsamente solubili in acqua, quindi quando vengono ingeriti entrano nell’intestino ma non si dissolvono, il che significa che il loro effetto terapeutico è limitato. Questo è il caso di Zytiga. Qui, solo il 10% della dose viene assorbito, lasciando l’altro 90% irrisolto, quando passa semplicemente attraverso il corpo come rifiuto”, spiega Hayley Schultz, la ricercatrice principale dietro lo studio. “Inoltre, i pazienti che assumono Zytiga devono digiunare per due ore prima di assumere il farmaco e un’altra ora dopo l’assunzione del farmaco per ottenere un assorbimento prevedibile. E come puoi immaginare, questo può essere estremamente scomodo”.

Questa nuova formulazione, invece, usa un olio specifico, cosa che aumenta molto la sua solubilizzazione e assorbimento stesso del farmaco da parte del corpo. In definitiva un trattamento più efficace e meno invasivo.
L’olio utilizzato viene disciolto insieme all’abiraterone acetato e incapsulato in microparticelle di silice porosa. Si forma dunque una polvere che può essere poi lavorata e trasformata in compresse oppure può essere a sua volta incapsulata in capsule.

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